L'offensiva 'elettorale' di Macron contro i no-vax

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AGI - Emmanuel Macron insiste sui no-vax e, a tre mesi dal primo turno delle presidenziali, non ancora ufficialmente candidato, cavalca l'onda dell'intolleranza nei confronti di coloro che non si vaccinano in Francia, ignorando le polemiche e puntando su quel 90% di francesi che ha ricevuto almeno una dose.

"Una crisi sanitaria senza precedenti trasformata in un campo di battaglia elettorale" ha scritto Le Monde.

"La vera frattura del Paese è là - ha affermato oggi in una conferenza all'Eliseo insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - quando alcuni fanno della loro libertà, che diventa irresponsabile, uno slogan". 

"Alcuni potrebbero essere rimasti colpiti da un modo di parlare che sembra colloquiale e che sposo pienamente", ha detto il presidente riferendosi al termine "emmerder" (rompere le scatole fino alla fine) da lui usato nell'intervista pubblicata martedì dal quotidiano Le Parisien. 

Dichiarazioni che arrivano alla vigilia in Francia di una nuova manifestanzione anti-pass che prevede la partecipazione, secondo la polizia, di almeno 29-30 mila persone. Ma anche in pieno dibattitto, all'Assemblea Nazionale, del progetto di legge per il cosiddetto Super green pass 'all'italiana'.

Il testo arriverà lunedì al Senato per l'approvazione (dopo essere stato sospeso mercoledì dopo le dichiarazioni di Macron), in una Camera alta dominata dalla destra, e nel mezzo delle polemiche dei suoi principali antagonisti.

"Macron è un piromane che fa saltare il dibattito su Covid con uscite violente" ha detto oggi la leader di Rassemblement National, Marine Le Pen. "Si serve della crisi sanitaria per entrare in campagna? La risposta e' si, e' un tono da candidato", ha aggiunto la candidata di Rn. "Questo e' utile? La risposta e' no. Questo e' efficace? La risposta è no" ha proseguito. 

Il candidato di Reconquete, Eric Zemmour, aveva già rimproverato martedì a Emmanuel Macron di aver teso una "trappola" facendo "del Covid il tema delle elezioni presidenziali", e invitando i suoi sostenitori a "non farsi rubare questa elezione". A sinistra, Jean-Luc Me'lenchon aveva a sua volta denunciato aspramente le argomentazioni del presidente. Per il candidato LFI, "il dovere prima dei diritti e' la monarchia feudale e i suoi sudditi. Il rispetto dei diritti che creano dovere e' la Repubblica e la cittadinanza".

La risposta di Macron arriverà lunedi' quando sarà a Nizza e interverrà sullo stesso tema del Covid e della sicurezza, ormai conteso tra Valerie Pecresse, Marine Le Pen ed Eric Zemmour. In una Francia demoralizzata dalla pandemia il capo dello Stato provera' a dare un filo di speranza e a dimostrare che, con i vaccini, e' possibile convivere con il virus.

Il sondaggio del giorno (BVA per RTL e Orange) da' intanto ancora il candidato presidente non ufficiale, ancora in testa, (25%), a distanza da Pe'cresse (16%), Le Pen (17%) e Zemmour (12%).

Mentre la sinistra, frammentata tra cinque candidati (Anne Hidalgo, Jean-Luc Me'lenchon, Yannick Jadot, Fabien Roussel e Arnaud Montebourg), resta sospesa sull'annuncio di una possibile candidatura dell'ex ministro della Giustizia Christiane Taubira, che dovra' decidere" il 15 gennaio al piu' tardi". 

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