Logo Roma Capitale, ecco il logo che non piace ai romani

Operazione restyling per Roma Capitale. E' stato presentato ieri in Campidogio il marchio"Roma", che rientra in un programma quinquennale di merchandising dal costo zero e dal forte impatto social oltre che economico.

Il logo - una lupa su un capitello - applicato su diversi prodotti destinati in particolar modo ai turisti, avrà lo scopo di “valorizzare il territorio di Roma e del Lazio”, come afferma il sindaco Gianni Alemanno, promuovendo "l’immagine della città anche in termini di orgoglio cittadino”, oltre ad “incrementare le entrate attraverso la valorizzazione di beni immateriali di cui è titolare”.
Un progetto a costo zero, in base ad un accordo tra il Comune di Roma e il licenziatario vincitore della gara d'appalto, che prevederà un'entrata di 200 mila euro annui per 5 anni, più le royalties. Le stime previste da Luigi Di Gregorio - Direttore del Dipartimento Comunicazione e Diritti dei Cittadini, Progetti Strategici e Grandi Eventi di Roma Capitale - parlano di 3,5 milioni di euro nei prossimi 5 anni che finiranno direttamente nelle casse comunali.

Il piano di business sarà diviso in due fasi: la prima prevede un lancio di prodotti a basso costo, destinati ad un target prevalentemente turistico e a consumatori con budget poco elevato. Sì dunque a cappellini, mugs, penne, t.shirt e numerosi altri souvenire  - non esclusivamente made in Italy - distribuiti in vari punti vendita, dalle edicole alle librerie e nei temporary shop già dal mese prossimo. Nel frattempo, un piano di comunicazione massiccio aiuterà il brand a farsi conoscere, in modo da lanciare già dal 2013 una linea più di nicchia, con prodotti esclusivamente made in Italy per turisti e consumatori con più alta capacità di spesa. 

Leggi anche: Nuovo logo per il Viminale copiato?

Il logo, nato dal concorso "Roma in un'immagine" nel 2009 promosso dal Comune di Roma per rilanciare l'immagine della città da un punto di vista visual, suscitò non poche polemiche. Selezionato tra oltre mille loghi realizzati, dal punto di vista estetico è stato più volte denigrato per la sua banalità e la poca chiarezza, a differenza dei commenti del sindaco che ne ha sempre apprezzato il “tratto innovativo in sintonia con gli stili contemporanei”. Ora, che piaccia o meno, da novembre bisognerà abituare la vista, dal momento che sarà praticamente ovunque in ogni punto della città.
A differenza di un altro brand, realizzato sempre nel 2009, dall'infelice iter. Chi non ricorda "Magic Italy", il marchio presentato dall'allora ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla durante un edizione notturna del Tg4? Un logo dorato con un tricolore su sfondo nero che venne letteralmente massacrato dal popolo del web e dai designer come "una di quelle televendite notturne dei primi anni delle tv commerciali". Un progetto che avrebbe dovuto rilanciare il "marchio Italia" nel mondo, in teoria. In pratica, un flop che in due anni costò allo Stato oltre 3,5 milioni di euro e che si affiancò ad un progetto fallimentare ancora più costoso, quello del sito Italia.it, chiuso nel 2008 dopo un anno di vita e dopo un investimento di oltre 45 milioni di euro.

Ricerca

Le notizie del giorno