Lombardia: 28 mln per interventi contro dissesto idrogeologico

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Milano, 14 ott. (askanews) - Sono state sbloccate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio le risorse per la realizzazione di 23 progetti in 9 provincie contro il dissesto idrogeologico, proposte, già nell'aprile scorso, dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in qualità di commissario per il Dissesto idrogeologico, su proposta dell'assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni.

"L'attivazione del programma stralcio 2019 - ha commentato Foroni - e lo sblocco dei fondi destinati alla Lombardia, già deciso dal precedente Governo, riguarda l'attuazione di 23 interventi in nove province lombarde per un totale di poco più di 28 milioni di euro. Dopo la fase istruttoria, il Programma stralcio 2019 è stato prima approvato dal Cipe e poi dal ministero stesso che ha infine stanziato i relativi fondi per ciascuna Regione. Ora, gli enti attuatori dei singoli interventi (Comuni, Province e Consorzi di Bonifica), sono impegnati entro tempi definiti a pubblicare i bandi di gara per l'avvio dei lavori stessi".

Gli interventi riguardano, tra l'altro, la prosecuzione dei lavori di consolidamento del Cavo Redefossi a Milano, alcuni interventi a cura dei Consorzi di Bonifica lungo l'asta del Po, interventi su corsi d'acqua e frane in Provincia di Bergamo, Lodi, Sondrio, Lecco, Como e Brescia, e interventi specifici su dissesti idrogeologici che interessano la viabilità provinciale e locale in Provincia di Pavia.

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    Rimprovera uomo che getta rifiuti, pestato consigliere comunale

    "Stamattina non riesco nemmeno ad aprire gli occhi, un pugno, un altro ed un altro ancora, poi a terra calci in faccia e sulla testa, ed io che cercavo di proteggere il capo. In quattro sicuri contemporaneamente mi massacravano con una violenza inaudita, per aver detto al figlio di uno di questi di non gettare secchi e materiale di risulta sulla strada. Credo veramente di essere vivo per miracolo". Lo scrive su Facebook il consigliere comunale di Foggia, Massimiliano Di Fonso che pubblica anche la foto del suo volto tumefatto. Il consigliere, eletto con la Lega alle consultazioni della scorsa primavera, ora fa parte del Gruppo Misto.  A Di Fonso è giunta la solidarietà "a titolo personale ed istituzionale" del sindaco Franco Landella. "Le circostanze in cui è maturato l’episodio contribuiscono a rendere ancor più intollerabile l’accaduto, dal momento che Di Fonso aveva semplicemente e giustamente redarguito cittadini intenti a violare palesemente le norme che disciplinano il conferimento dei rifiuti", ha affermato il primo cittadino.  "Si tratta di una circostanza che io stesso, in più occasioni, ho denunciato e censurato, perché indice di inciviltà e di assoluta mancanza di rispetto per il vivere civile - ha aggiunto il sindaco - Il consigliere Di Fonso, dunque, stava esclusivamente difendendo le regole che evidentemente una minoranza vigliacca e barbara della nostra città continua a considerare un optional di cui si può fare tranquillamente a meno".  "Sono certo che le Forze dell’Ordine sapranno rapidamente individuare gli autori di questo atto gravissimo e vergognoso e che la Magistratira saprà assicurare loro la punizione esemplare che meritano. A Massimiliano Di Fonso, al quale auguro una rapida guarigione, e alla sua famiglia giungano non soltanto il mio abbraccio e quello dell’intera comunità foggiana, ma anche un grazie – conclude Landella - per aver provato ad impedire lo scarico in strada di materiale di risulta, che è a tutti gli effetti un vero e proprio reato”

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  • Le superstar che per scelta non usano lo smartphone
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    Le superstar che per scelta non usano lo smartphone

    “Semplicemente non mi piacciono”, è questa la spiegazione che fornisce la superstar del pop mondiale Robbie Williams quando gli chiedono come mai non utilizzi un cellulare. “Non possiedo un telefono dal 2006 – dice intervenendo nel nel talk show sul calcio “Back of the Net” - Sono sempre sul mio computer, ho sempre il Wi-Fi ... Mi sono sbarazzato del mio telefono”.Una scelta quasi rivoluzionaria al giorno d'oggi, specie per un uomo cui apparenza è parte integrante anche del proprio lavoro, così naturale chiedere a proposito del suo rapporto con i social, che l'ex Take That spiega così: “Non ho nemmeno la mia password altrimenti la mia carriera sarebbe finita ... Dico a delle persone cosa postare e poi viene controllato”.Una questione di lavoro, da uffici stampa, niente che interessi Williams. Come ricorda The Guardian, l'artista inglese non è l'unico ad aver fatto una simile scelta di vita, anche Elton John nel 2016 ha dichiarato di non possedere cellulari, condannando tra l'altro il fatto che prima che le telecamere fossero installate nei telefoni, “potevi permetterti di essere fuori di testa e comportarti straordinariamente male in pubblico e nessuno sarebbe stato in grado di fare una fotografia - cosa che ho fatto molte volte! Purtroppo tutto è cambiato con l'avvento della tecnologia. Uscire ora è uno sforzo".Ma se pensate che la rinuncia allo smartphone sia peculiarità solo di artisti più in là con l'età vi sbagliate, nella lista di chi prende in considerazione i malefici ai quali ci sta condannando la moderna tecnologia c'è anche Shailene Woodley, l'attrice diventata famosa per il ruolo di Amy Juergens nella serie tv “La vita segreta di una teenager americana” e per aver recitato accanto a Nicole Kidman e Reese Witherspoon nella miniserie televisiva “Big Little Lies - Piccole grandi bugie”. Anche lei denuncia apertamente una carenza di senso di comunità a causa dell'utilizzo dei cellulari.Motivazioni diverse hanno portato il regista tedesco Werner Herzog alla stessa conclusione: via il cellulare dalla vita di tutti i giorni. “Mi piace non essere disponibile tutto il tempo. – ha dichiarato nel 2016 l'autore di “Anche i nani hanno cominciato da piccoli” - E, allo stesso tempo, mi piace sapere che nessun hacker o nessun governo ostile potrebbe rintracciarmi”.Più morbida la posizione di Eddie Redmayne, l'attore premio Oscar per “La teoria del tutto” che ha invece dichiarato di aver rifiutato un cellulare di ultima generazione a favore di un altro impossibile da connettere alla rete. “Il diluvio di e-mail – dice - era costante e mi sono ritrovato a cercare di tenere il passo in tempo reale, a scapito di vivere nel momento", poi la scelta che gli ha cambiato la vita: "Mi sento molto più vivo".

  • Un altro messaggio in bottiglia è stato ritrovato (ed è tornato a casa)
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    Un altro messaggio in bottiglia è stato ritrovato (ed è tornato a casa)

    Era l'agosto del 2010 quando Max Vredenburgh abbandonava in mare una bottiglia con dentro un messaggio. Come racconta The Guardian, si trovava a casa sua, a Long Beach, nella pittoresca cittadina di pescatori di Rockport, e aveva appena 10 anni.Oggi frequenta la Suffolk University, si è fatto un uomo e probabilmente quel messaggio lo aveva anche dimenticato, mai insomma avrebbe pensato, dieci anni dopo, di ricevere una risposta; ma è esattamente quello che è avvenuto. Dalla Francia qualcuno che si firma “G Dubois” ha risposto a Max, o perlomeno al bambino Max, che in quella lettera si presentava dichiarando che il blu era il suo colore preferito e amava animali e automobili e chiedeva, per favore, una risposta. Presto fatto. La bottiglia ha attraversato l'oceano ed è finita su una spiaggia in Francia tra Contis e Mimizan, che si trova a circa un'ora e mezza a nord di Biarritz, non lontano dal Pirenei e dal confine spagnolo. In tutto 6000 km in dieci anni, con grande sorpresa di Max che in un'epoca di messaggeria istantanea si è ritrovato tra le mani una lettera scritta a mano con la risposta dell'anonimo Dubois, che allega anche una mappa del luogo dove la bottiglia è stata ritrovata. Mappa che Max ha subito deciso di condividere con i suoi follower su Twitter, assieme alla sua lettera originale, che Dubois ha gentilmente restituito. On August 21, 2010 I threw a message in a bottle into the ocean from a beach in Rockport, MA. On October 10, 2019 that letter was found on the beach in France. I am mind blown. 9 years. pic.twitter.com/Af2tEwoQtq — māx (@VredenburghMax) November 8, 2019Quello di Max non è naturalmente l'unico caso di ritrovamenti di messaggi in bottiglia: nel 2014 Andrew e Carol Gracie, una coppia di cinquantenni in vacanza alle Bahamas, ritrovò la bottiglia lasciata in mare dall'ora 15enne Connor Corbett-Rice, ma era un semplice compito di scuola, anche quelle dei compagni di classe sono state ritrovate praticamente tutte.Più appassionante la storia di un marinaio giapponese di nome Chunosuke Matsuyama e del suo gruppo di compagni, naufragati su un'isola deserta e presumibilmente morti lì, non prima di aver affidato al mare, dentro una bottiglia, la propria storia incisa su un pezzo di legno di cocco; bottiglia che verrà ritrovata 150 anni dopo vicino al villaggio giapponese di Hiraturemura.Commovente anche il messaggio dei cugini Jeremiah Burke e Nora Hegarty, che lo hanno lasciato in mare prima di morire nel più noto degli affondamenti della storia, hanno scritto semplicemente: “Dal Titanic, addio a tutti, Burke di Glanmire”; la bottiglia fu ritrovata un anno dopo la tragedia e fu conservata dalla famiglia per quasi un secolo, prima di essere donata al Cobh Heritage Centre nel 2011.Ugualmente emozionante l'idea che ebbe Thomas Hughes, soldato britannico impegnato nella Seconda Guerra Mondiale, che nel 1914 inviò una lettera alla moglie tramite una bottiglia lanciata nelle acque del canale della Manica, prima di morire in combattimento due giorni dopo. La lettera in questione però venne ritrovata solo nel 1999, vent'anni dopo la morte della moglie; così il pescatore che la recuperò decise di inviarla alla nipote in Nuova Zelanda.Il messaggio affidato ad una bottiglia è evidentemente una scelta romantica, lo sa bene Paolina, una donna siciliana che un giorno passeggiando sulla spiaggia recuperò la bottiglia lanciata in mare due anni prima da un marinaio svedese che si firmava come “Il vichingo” e che cercava una donna “bella e distante”. Trovò proprio lei, che rispose: “Io non sono bella, ma sembra così miracoloso che questa piccola bottiglia abbia viaggiato così lontano e così a lungo per raggiungere me, che devo inviare una risposta!“. Ottima idea, i due finirono per diventare marito e moglie.

  • "Nemmeno il Mose potrebbe bastare per salvare Venezia"
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    "Nemmeno il Mose potrebbe bastare per salvare Venezia"

    Venezia si è sempre adattata, nei secoli, ai fenomeni naturali a cui era esposta, a partire dall'innalzamento del livello della laguna sulla quale fu costruita oltre mille anni fa, ma ora, con l'accelerazione dei fenomeni, la sua capacità di adattamento è messa a dura a prova, e nemmeno un progetto concepito meno di vent'anni fa come il Mose riuscirà a far fronte ai cambiamenti climatici in atto.È la considerazione del professore veneziano Carlo Giupponi, docente di Economia dell'Ambiente a Ca' Foscari e rettore della Venice International University di San Servolo, oltre che esperto di Scienza e gestione dei cambiamenti climatici.Già 350 anni fa l'ingegnere idraulico Benedetto Castelli fu chiamato dai Dogi a studiare i fenomeni delle maree per proteggere Venezia dall'acqua alta, e dichiarò di arrendersi alla natura: “Metta pure la Serenità Vostra parte in questo Eccelso Collegio – scrisse nel suo Della misura delle acque correnti - e lo faccia confermare in Pregadi à tutti i voti, che i Venti non spirino, che il Mare non ondeggi, che i Fiumi non corrano; i Venti saranno sempre sordi, il Mare sarà costante nell'incostanza sua, li Fiumi ostinatissimi, e questi saranno i miei giudici, & alla lor decisione mi rimetto”.Quella del 12 novembre, con i suoi 187 centimetri, seconda solo all'acqua granda del 1966, è stata un'acqua alta eccezionale?“Gli eventi estremi sono sempre più frequenti. La situazione di questi giorni a Venezia è simile a quella che l'anno scorso ha provocato la tempesta Vaia (che a fine ottobre ha flagellato l'Italia, con gravi danni in Veneto, ndr): forti precipitazioni associate a forte vento di scirocco. Se in mille anni un fenomeno come questo ricorre un paio di volte, il fatto che queste siano avvenute in due anni consecutivi è significativo”.Durante la conversazione nella sua casa di Venezia, Carlo Giupponi mostra la foto del portone di un palazzo medioevale i cui gradini scompaiono nell'acqua del canale, evidenziando il segno attuale che la laguna lascia sul muro, più alto di almeno una decina di centimetri rispetto a quando fu costruito.Che significa, professore?“Che al di là dei dati oggettivi che misuriamo oggi, possiamo farci un'idea dell'innalzamento e della capacità veneziana di adattamento anche confrontando le immagini attuali con quelle dei quadri antichi. Negli ultimi decenni, però, l'acqua sale in media di 5,6 millilmetri all'anno. Al fenomeno globale dell'aumento del livello del mare, a Venezia si aggiungono quei fenomeni naturali che riguardano solo la sua laguna e altri dovuti all'azione dell'uomo come gli scavi di canali e lo sfruttamento della falda di acqua. La città si è sempre adattata a questi cambiamenti, ma la sua capacità di adattamento ha un limite: ora potrebbe non riuscire a seguire l'accelerazione dei fenomeni”.Che differenza c'è fra l'acqua alta di questi giorni e quella di 53 anni fa?“Quella del 1966 era dovuta alla sovrapposizione di due maree combinate al vento di scirocco: una combinazione rarissima, per l'epoca. Ora invece queste coincidenze di diversi fattori si verificano sempre più spesso mettendo a dura prova la capacità di Venezia di affrontare l'emergenza”.Pensa che con il completamento del Mose la situazione sarà sotto controllo?“È un progetto caratterizzato da rigidità; concepito in un'altra fase, ora difficilmente si adatta al cambiamento in corso. E in particolare non tiene conto a sufficienza del fattore vento, quello che nelle ultime occasioni ha aumentato l'effetto dei fenomeni. Oltretutto i lavori effettuati per la realizzazione del Mose hanno a loro volta provocato un mutamento, sulle maree che interessano il Lido di Venezia: ora sono più rapide, salgono in maniera veloce, e le correnti sono più forti. Tutto questo rende molto più difficile fare quelle previsioni che servono alla città per prepararsi e correre ai ripari”Perché molti veneziani non sono fiduciosi nell'efficacia del progetto Mose?“I veneziani ce l'hanno con il Mose perché ha drenato la maggior parte dei fondi che servono normalmente a tenere puliti i canali e a fare tutto quello che serve perché la città sia pronta ad affrontare l'acqua alta. Da una ventina d'anni, non si fa più la manutenzione ordinaria che veniva finanziata dalle risorse della legge speciale varata proprio dopo il novembre 1966”. Come esperto di cambiamenti climatici, crede che si possa ancora essere ottimisti sul futuro?“Tutti i grafici sui fenomeni economici, sociali e anche naturali, mostrano un'accelerazione negli ultimi decenni. Quello che valeva nel passato, in termini di previsioni, ora non vale più. In un contesto come questo, a voler essere pessimisti si hanno tutte le ragioni, ma se invece si vuole essere ottimisti bisogna puntare sulla definizione della nostra era geologica, Antropocene. Significa che l'uomo è uno dei principali fattori dell'evoluzione geologica e che le nostra capacità di controllare i problemi sono maggiori rispetto al passato. Da un lato abbiamo creato noi i problemi, dall'altro non siamo più in loro balia. Ci vuole quindi una maggiore consapevolezza e un'assunzione di responsabilità. Ognuno può fare la sua parte. Da un lato, la scienza lancia gli allarmi, che normalmente la politica non ascolta perché gli orizzonti temporale degli scienziati sono troppo a lungo termine per interessare i politici che puntano alle prossime elezioni. Dall'altro, per questo stesso motivo i cittadini possono influire molto sulle scelte dei politici, visto che li votano: c'è un legame diretto. Per questo è importante il ruolo di movimenti come i Fridays for Future e della tanto criticata Greta Thunberg”.

  • Maltempo: sale livello dell'Arno, a Firenze oltre la prima soglia di allarme
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    Maltempo: sale livello dell'Arno, a Firenze oltre la prima soglia di allarme

    Il livello dell'Arno a Firenze è salito di due metri nelle ultime sei ore e ha superato il primo livello di allerta. Secondo i dati rilevati alle 6.45 dal Centro funzionale della Regione Toscana, il fiume agli Uffizi aveva raggiunto i 4,13 metri con una crescita di 35 centimetri nell'ultima ora per le abbondanti piogge cadute su tutto il bacino del fiume. La Protezione civile della città metropolitana di Firenze invita i cittadini a "non sostare vicino ad argini e sponde" dell'Arno. L'allerta maltempo è arancione e la Protezione civile consiglia di "mettersi in viaggio solo se strettamente necessario".Chiuse tutte le scuole nei comuni attraversati dall'Arno, mentre negli altri Comuni saranno chiusi solo gli istituti superiori, come comunicato dall'Unione dei Comuni Empolese - Valdelsa. Il Centro Funzionale ha emesso un'allerta meteo di codice rosso per rischio idraulico collegato al fiume Arno da ora fino a tutta la giornata di domani e per questo è stata disposta la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, nidi compresi per i comuni di Montelupo Fiorentino, Empoli, Cerreto Guidi, Capraia e Limite,Vinci, Fucecchio. Chiusura soltanto delle scuole superiori per tutti gli altri.Numerose le segnalazioni di frane ed alberi caduti sulle strade provinciali attorno a Firenze. La provinciale 72 "Vecchia pisana" è chiusa per frana al chilometro 1 in località Ponte Torto, nel Comune di Lastra a Signa. In aumento tutti i livelli dei fiumi, in particolare dell'Ema che ha già superato il secondo livello di guardia. La Protezione civile consiglia "massima attenzione" nell'attraversare i corsi d'acqua e le zone depresse (sottopassi stradali, zone di bonifica) e di evitare di attraversare le aree allagate anche se apparentemente con poca acqua. Cinquecento persone sono state invitate dalle 7 di questa mattina a lasciare in via precauzionale le loro abitazioni vicino al fiume Cecina. L'ondata di piena ha superato di 1 metro e mezzo il secondo livello di guardia: l'ultima volta che il Cecina esondò era il 2014 e causò molti danni nelle abitazioni più a rischio. Il fiume ha già tracimato questa mattina all'altezza di Ponteginori senza causare danni. Le piogge di questa notte e di questa mattina continuano a gonfiare il fiume. Per le persone evacuate, il Comune di Cecina ha messo a disposizione due punti di accoglienza (una scuola e il palazzetto dei congressi), bus e mezzi per disabili.

  • Tragedia a Sciacca: bimba di 9 anni stroncata da aneurisma cerebrale
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    Tragedia a Sciacca: bimba di 9 anni stroncata da aneurisma cerebrale

    Una bimba di 9 anni, Carola Benedetta Catanzaro, è stata stroncata da un aneurisma cerebrale. La mamma: "La mia principessa è andata in paradiso".

  • Taylor Mega ubriaca dalla D’Urso: il fuorionda di Striscia la Notizia
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    Taylor Mega ubriaca dalla D’Urso: il fuorionda di Striscia la Notizia

    Taylor Mega ubriaca dalla D’Urso: un fuorionda immortalato da Striscia la Notizia conferma che l’influencer ha alzato un po' troppo il gomito

  • Germania, sindaco Dresda: "A est cittadini si sentono di serie B"
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    Germania, sindaco Dresda: "A est cittadini si sentono di serie B"

    I cittadini della Germania est continuano a "sentirsi cittadini di serie B", le loro aspettative per una "svolta" dopo il crollo del Muro di Berlino e la riunificazione sono andate deluse ed i populisti ed i nazionalisti sfruttano queste loro frustrazioni. Ad una settimana dalle celebrazioni per il 30mo anniversario del crollo del muro, il sindaco di Dresda, Dirk Hilbert, spiega le ragioni del risentimento nella sua città, capoluogo della Sassonia e simbolo del malcontento della popolazione dell'ex Germania dell'est, dove l'estrema destra è diventata così forte da aver costretto il Comune a proclamare "l'emergenza neonazismo".  "Nell'ex Germania est - dice il liberale Hilbert in un'intervista all'Adnkronos - la forza economica è ancora minore rispetto alla Germania ovest, dove i salari sono più alti, la proprietà privata e i beni immobili sono più diffusi. A parte che in alcune grandi città, i land orientali sono meno attraenti per i lavoratori qualificati rispetto ai land occidentali".  C'è un legame tra la lentezza del processo di riunificazione e il risorgere dell'estrema destra? "Il populismo, il nazionalismo e l'estremismo di destra non sono solo un problema della Germania orientale o della Germania - premette Hilbert - ma un problema di tutta l'Europa e del mondo". "Le conseguenze della globalizzazione - sostiene il sindaco di Dresda - hanno colpito duramente molte persone a est, che si sono rese conto di come i loro desideri e le loro aspettative per una 'svolta' non siano stati soddisfatti. Si sentono cittadini di seconda classe" A est, per esempio, spiega il politico dell'Fdp, "ci sono più tedeschi occidentali nelle posizioni di vertice rispetto ai tedeschi orientali, il che ha portato a un'enorme frustrazione, che viene sfruttata dai populisti di destra. Frustrazione, tra l'altro, che viene rivolta anche contro le minoranze, in particolare i rifugiati". Senza contare, è l'analisi di Hilbert, che nell'ex Germania est il fenomeno del neonazismo e dell'estremismo di destra "esisteva già, ma veniva represso".  Il sindaco parla poi della risoluzione con cui nei giorni scorsi è stata dichiarata "l'emergenza neonazismo a destra", un'emergenza che sottolinea "la presenza di xenofobia, razzismo e atteggiamenti antidemocratici in alcuni settori della società". Per farvi fronte, conclude, servono "misure per rafforzare la democrazia e la società civile, sradicare l'estremismo di destra, la discriminazione e l'omofobia. Inoltre bisognerebbe dare maggiore sostegno alle vittime di razzismo e violenza".

  • In fuga con 6 mila euro di merce rubata, arrestati
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    In fuga con 6 mila euro di merce rubata, arrestati

    A finire in manette con l'accusa di furto aggravato in concorso sono stati un 39enne romano, già conosciuto alle forze dell'ordine, e una ragazza romana di 35 anni, incensurata.

  • Toscana, Emilia, Veneto: i fiumi fanno paura
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    Adnkronos

    Toscana, Emilia, Veneto: i fiumi fanno paura

    Il maltempo non dà tregua e i fiumi sono sorvegliati speciali. Situazione fortemente critica in tutta la Toscana: fiumi in piena ed esondazioni, rischi di alluvione, famiglie evacuate. Firenze ha tirato un sospiro di sollievo per la situazione dell'Arno. Il colmo di piena del fiume è ormai transitato all'idrometro degli Uffizi. La portata registrata è stata di 2.148 metri al secondo (al momento è invece di 2.023 metri al secondo). Il colmo è adesso a valle di Firenze, diretto verso l’Empolese: la portata misurata a Ponte a Signa (Firenze) è stata di 2.028 metri cubi al secondo. A Lastra a Signa, a valle di pochi chilometri da Firenze, numerosi gli allagamenti che si sono registrati nel territorio comunale con chiusure di strade e sottopassi. Il fiume ha raggiunto il colmo di piena a Incisa Valdarno (Firenze) intorno alle 11 di questa mattina con una portata di 1.500 metri cubi al secondo. Per l'esondazione del fiume è stato chiuso in mattinata in località Le Sieci un tratto della strada statale Tosco-romagnola. L'amministrazione comunale di Pontassieve (Firenze) ha fatto evacuare precauzionalmente i residenti delle abitazioni allagate collocate sul tratto interessato. Sempre a Pontassieve è esondato il fiume Sieve.  Nella conferenza stampa tenuta stamani nella Sala operativa della Protezione civile, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha spiegato che "le dighe hanno funzionato, la quantità di acqua entrata nella diga di Levane è uguale a quella che è uscita. Non è stata utilizzata la cassa di Figline Valdarno, perché è a soglia fissa". Quanto alla piena "sta scemando sia sul Bisenzio che sull'Ombrone. Ora c'è un'allerta rossa per quanto riguarda l'Arno da Empoli in poi. Con i nostri tecnici prevediamo che il picco a Pisa arrivi nella notte, ma abbiamo due riserve, una a Roffia e poi lo scolmatore", ha aggiunto Rossi.  "Un'altra criticità è a Cecina nel livornese - ha detto il governatore Rossi - Il picco di piena sta arrivando, ma c'è ancora una cassa non invasata. Il grossetano è stato martoriato dalla pioggia, la tromba d'aria ha fatto danni su Orbetello e su Manciano. C'è stata l'esondazione del Magione. Un'ordinanza del sindaco ha stabilito che chi abita al piano terra dovesse salire al primo piano, e chi dista meno di 400 metri dai corsi d'acqua dovesse allontanarsi. L'Ombrone grossetano dovrebbe raggiungere il picco nelle prossime ore. E' previsto che possa esondare nella golena. Nel senese ci sono alcune criticità sulle strade provinciali". E "le previsioni del tempo per domani non preannunciano nulla di buono. Ma faremo ogni sforzo per governare queste situazioni. Abbiamo un sistema di protezione civile collaudato, che ha la capacità di andare subito al nodo. Sono stati straordinari i vigili del fuoco e straordinari i sindaci, che sono stati sempre sul posto e hanno giustamente adottato provvedimenti di precauzione". Numerose le segnalazioni di frane e alberi caduti sulle strade provinciali. A causa del tempo è stato chiuso questa mattina il Giardino di Boboli a Palazzo Pitti a Firenze. Per le forti piogge in via Bugiardini 21 a Firenze è crollato un muro di contenimento all'interno di un condominio. Sono rimaste danneggiate 6 autovetture in sosta. Nessuna persona è rimasta ferita. Nel territorio comunale di Barberino Tavarnelle, in provincia di Firenze, i problemi maggiori si sono verificati in strada del Mulino, nella zona più a sud del territorio comunale, in località Zambra, dove a causa della piena del torrente Elsa sono state fatte evacuare in via precauzionale 23 famiglie. A Ginestra Fiorentina (Firenze) una vettura è rimasta bloccata in via Castiglioni a causa della strada allagata. La donna che era alla guida si è rifugiata sul tetto dell'auto, è stata raggiunta da una squadra dei vigili del fuoco con un gommone ed è stata portata in salvo.  A Pisa allerta con codice rosso per l'attesa piena dell'Arno. Il sindaco ha firmato due ordinanze: una per la chiusura delle attività commerciali a partire dalle ore 18.30 di oggi in tutto il territorio comunale e una per la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per domani.  Situazione critica del fiume Ombrone a Grosseto. Oltrepassati i 6.5 metri di altezza sull'idrometro Berrettino. A causa del maltempo i vigili del fuoco sono impegnati in numerosi interventi per allagamenti nella zona sud della Maremma, in particolare a Capalbio e Orbetello. In località Polverosa nel comune di Orbetello, in seguito a una tromba d'aria, sono state evacuate 20 persone a causa del forte vento che ha scoperchiato i tetti delle abitazioni. Un uomo rimasto aggrappato a un albero, immerso nell'acqua corrente durante l'esondazione di un torrente, è stato salvato dai pompieri. Nel Grossetano il fiume Albegna in piena ha superato il secondo livello di guardia e in alcuni punti della campagna ha tracimato senza però raggiungere alcuna abitazione.  Il fiume Cecina è sotto controllo nella zona di ponte Ginori a Cecina (Livorno). La situazione più critica riguarda il fiume che è esondato nella zona La Cinquantina dove sono state evacuate in via precauzionale 516 persone. Numerosi interventi dei vigili del fuoco anche in provincia di Arezzo per alberi caduti sulla sede stradale e allagamenti. Le zone più colpite sono quelle del Casentino e del Valdarno. A Loro Ciuffenna la frana di un muro ha interessato la casa sottostante arrecando danni all’ingresso dell’abitazione. Nessuna persona ferita, evacuata la famiglia residente nell'edificio. Nel Senese disagi nella frazione Arbia, nel comune di Asciano, dove il fiume Arbia ha esondato.  VENETO ED EMILIA ROMAGNA - Fiumi sorvegliati speciali anche in Veneto ed Emilia Romagna. Stefano Bonaccini ha chiesto di intervenire in anticipo a 'Tutta un'altra storia', la manifestazione del Pd in corso a Bologna. "Scusatemi, ma a Budrio e in altre zone c'è una piena storica, abbiamo qualche rischio di rottura di argini, credo sia giusto stare là", ha spiegato il governatore dell'Emilia Romagna. In Veneto monitorati in particolare Piave, Livenza e Brenta-Bacchiglione.

  • Il conto corrente del conduttore di Report Ranucci è stato hackerato
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    Il conto corrente del conduttore di Report Ranucci è stato hackerato

    Seppure non celando la paura, Ranucci ammette: "Non ci facciamo infettare da questo virus che punta a minare la nostra passione per il lavoro".

  • Chi è Sophie Marceau: vita privata e curiosità sull’attrice francese
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    Sophie Marceau ha interpretato numerosi film di successo, a partire da "Il tempo delle mele" fino a "Agente 007 - Il mondo non basta".

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