In Lombardia abbattuti 5.802 cinghiali nel 2019

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Milano, 9 dic. (askanews) - "Sono 5.802 i cinghiali abbattuti quest'anno in Lombardia grazie alle azioni messe in campo dalla Regione, 700 in più rispetto allo scorso anno. Continuiamo nell'opera di semplificazione burocratica, di coinvolgimento del mondo agricolo e venatorio e di ascolto del territorio per contenere un problema che sta generando danni enormi all'agricoltura lombarda e che rappresenta anche un pericolo per la sicurezza delle persone". Così l'assessore regionale all'Agricoltura, Fabio Rolfi, traccia un bilancio sulla situazione dei cinghiali in Lombardia.

Proprio oggi la Regione ha approvato i "parametri gestionali obiettivo" cui deve essere finalizzata la gestione faunistico-venatoria del cinghiale nelle aree classificate idonee alla presenza della specie sul territorio lombardo, incluse le aree protette regionali. Parametri che rappresentano il valore soglia dei danni tollerabili in relazione alle esigenze ecologiche della specie e a quelle di tutela delle attivita' antropiche e dell'ambiente. E' l'ultimo atto dell'attuazione della legge cinghiale. "Un passaggio necessario per definire gli obiettivi di abbattimento e per avere strumenti più efficaci per il controllo degli ungulati nelle zone vocate alla loro presenza", chiarisce Rolfi illustrando le "importanti novità" previste dalla delibera approvata oggi dalla giunta regionale: "Prevediamo la possibilità di organizzare battute di caccia collettiva anche in forma congiunta tra due squadre attive in zone confinanti e l'abbassamento da 10 a 8 della soglia minima di cacciatori presenti per la caccia collettiva con il metodo della braccata. Nelle ore notturne, gli abbattimenti in controllo potranno svolgersi anche con l'ausilio di fonti luminose, di visori a infrarossi o termocamere. Meno burocrazia e più flessibilità - sintetizza Rolfi concludendo - per consentire interventi più efficaci a tutela della collettività".