Lombardia, accantonata proposta del M5S sulla trasparenza

Red-Asa

Milano, 21 gen. (askanews) - Il Consiglio regionale della Lombardia ha votato a larghissima maggioranza (46 voti favorevoli e 10 contrari) di non discutere, attraverso il non passaggio all'esame degli articoli, il progetto di legge presentato dal Movimento 5 Stelle (primo firmatario Luigi Piccirillo) in materia di trasparenza dell'appartenenza ad organizzazioni ed associazioni private e in materia di associazioni proibite.

L'Aula ha così accolto la proposta della relatrice al pdl, la consigliera della Lega Francesca Ceruti, che già in Commissione Affari istituzionali aveva sostenuto la stessa posizione. Il provvedimento prevedeva tutta una serie di obblighi da parte dei consiglieri per rendere conoscibile e pubblica l'appartenenza ad organizzazioni e associazioni private con finalità di carattere politico, culturale, sociale, assistenziale, religioso, ambientale o di promozione economica.

La proposta di normativa prevedeva infatti l'obbligo per ciascun consigliere regionale, per i componenti della Giunta regionale e i sottosegretari, di depositare presso l'Ufficio di Presidenza del Consiglio una dichiarazione illustrativa della propria appartenenza alle organizzazioni o associazioni private, con la denominazione e gli incarichi ricoperti e con l'apposizione della formula "sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero".

Sul pdl è stato chiesto il non passaggio agli articoli perché, come ha ricordato nel suo intervento in Aula la relatrice Ceruti, l'articolo 18 della Costituzione stabilisce che "I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le Associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare" e che pertanto la libertà di associazione è un diritto costituzionalmente garantito.

Inoltre il progetto di legge prevedeva che è fonte di addebito disciplinare l'aver riportato condanna per il reato di associazione segreta previsto dalla legge n.17 del 1982: "Questa disposizione - ha detto Ceruti - appare superflua in quanto già stabilita dalla legge statale, inoltre i contenuti del progetto di legge possono risultare lesivi del diritto alla privacy, con particolare riferimento alle dichiarazioni di appartenenza ad associazioni che potrebbero rivelare dati sensibili, tra i quali, ad esempio, l'origine razziale o etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, relativi alla salute o alla vita sessuale legati alla sfera privata della persona".