Lombardia, avviato in Consiglio regionale esame riforma sanità

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Milano, 10 nov. (askanews) - Ha preso il via questa mattina nel Consiglio regionale della Lombardia l'iter del progetto di legge di riforma della sanità che modifica la legge n°33 del 2009. Sono previste sedute ogni giorno (esclusi sabato e domenica) fino al 26 novembre dalle ore 10 alle ore 18, così da lasciare poi spazio dopo le 18 alle riunioni delle Commissioni consiliari. La seduta si è aperta con l'illustrazione delle quattro questioni pregiudiziali presentate dal Movimento 5 Stelle che sono state respinte.

Il presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega), che è anche relatore del provvedimento, ha poi illustrato i contenuti del progetto. "Non è una riforma, ma un intervento di potenziamento di un sistema sanitario che negli anni scorsi ha dovuto subire da parte dello Stato un livello di tagli enormi" ha sottolineato Monti. Il dibattito generale si è quindi aperto con l'intervento del capogruppo del Pd, Fabio Pizzul, che ha toccato temi quali l'integrazione tra sanità e sociale, la prevenzione e il rapporto pubblico-privato.

"Abbiamo previsto tempi ampi per consentire a ciascun Consigliere di poter intervenire in modo adeguato - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi - e mi auguro che tale possibilità sia sfruttata appieno per consentire lo sviluppo di un dibattito ricco di spunti e contributi di interesse, un dibattito che non sia sterile e fine a se stesso ma che possa contribuire a migliorare ulteriormente la proposta di legge che viene sottoposta al voto del Consiglio regionale".

Ciascun Consigliere regionale potrà disporre di dieci minuti per il proprio intervento: sono consentiti altri cinque minuti di tempo per illustrare i singoli ordini del giorno presentati (ogni Consigliere regionale, secondo quanto stabilito e concordato dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari, non potrà in ogni caso effettuare in sede di discussione generale più di cinque interventi).

L'illustrazione degli emendamenti e degli ordini del giorno sarà consentita solo nel corso della discussione generale, così che, una volta terminata, si procederà direttamente alle votazioni degli articoli e degli emendamenti e, a seguire, degli stessi ordini del giorno. Dal momento che, come annunciato dal presidente Fontana, l'oggetto della riforma investe direttamente il programma di governo, non saranno ammissibili votazioni a scrutinio segreto.

Complessivamente sono stati presentati 1983 emendamenti così ripartiti: 1543 Movimento 5 Stelle; 310 Partito Democratico; 16 +Europa; 10 Fratelli d'Italia; 6 Lega; 3 Forza Italia; 70 Consigliere Niccolò Carretta; 25 Consigliere Luigi Piccirillo. Alle ore 10 di questa mattina erano già stati depositati anche 6862 ordini del giorno: il termine ultimo per la presentazione degli ordini del giorno e di eventuali sub-emendamenti è fissato alle ore 14 di domani giovedì 11 novembre.

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