Lombardia, Bolognini: su case popolari nessuna discriminazione

Red-Asa

Milano, 9 mar. (askanews) - "La nostra volontà è e sarà sempre quella di favorire le persone che vivono, risiedono e lavorano in Regione Lombardia da più tempo. Non vogliamo in alcun modo che le persone arrivate ieri possano avere gli stessi diritti di chi da anni contribuisce alla crescita sociale ed economica della nostra Regione". Lo ha scritto in una nota l'assessore regionale alle Politiche Sociali, Abitative e Disabilità Stefano Bolognini, in merito alla sentenza odierna della Corte Costituzionale che dichiara l'illegittimità del requisito di residenza per un periodo di almeno cinque anni dalla data di presentazione della domanda di un alloggio popolare.

"Dopo avere letto la sentenza - ha aggiunto l'assessore -, vorrei chiarire alcuni punti di merito. Tanto per cominciare, nel massimo rispetto delle motivazioni della sentenza, apprendo con stupore che la Corte Costituzionale ha dichiarato oggi illegittima una disposizione che, al contrario, era stata considerata legittima nel 2008". "Inoltre mi sembra che venga sottovalutato - ha continuato - il fatto che il requisito sia valevole per ogni cittadino, sia esso italiano, comunitario o extracomunitario. Non c'è alcuna discriminazione e il solo intento della norma è quello di favorire la persona o il nucleo familiare che, rispetto a un'offerta abitativa limitata, risiede o svolge attività lavorativa da più tempo sul territorio lombardo".

"Tengo a precisare - ha continuato - che, oggi, la popolazione extracomunitaria regolarmente residente in Lombardia ammonta a circa il 12% del totale (1.181.000 su poco più di 10 milioni di cittadini). A fronte di questo dato, nelle assegnazioni annuali di case popolari, la stessa percentuale di cittadini extracomunitari assorbe mediamente il 40% delle assegnazioni di alloggi. Sto verificando se queste percentuali valgono anche per le restanti prestazioni sociali o socio/assistenziali erogate da Regione Lombardia".

"Mi chiedo dunque - ha concluso Bolognini - Regione Lombardia non ha quindi alcun titolo nel porre maggiore attenzione verso chi da più tempo risiede, lavora e contribuisce regolarmente al progresso economico e sociale dei nostri territori?".