Lombardia chiede proroga misure anti-virus per altri 7 giorni

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Per la Lombardia è ancora troppo presto per tornare alla normalità. La Regione propone di “mantenere l’ordinanza per un’altra settimana sia quella dei Comuni della zona rossa che quella prevista in tutta la Regione”. A dirlo è l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, nel corso di una conferenza stampa spiegando che “solo dopo 14 giorni si può passare da una diffusione del contagio uno a due a una diffusione uno a uno”.

La conferma della necessità di mantenere i blocchi arriva dal direttore dell’istituto di Scienze biomediche dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli, uno degli esperti a cui la Giunta lombarda si è rivolta. In una realtà di questo genere per l’infettivologo l’ordinanza “non può circoscriversi alla zona rossa, ma deve articolarsi su misure che possano tenere l’intera città metropolitana fuori dai guai: è una medicina amara, ma che si deve inghiottire, non è una situazione facile e non è una situazione che possa essere facilmente risolta”, perché - spiega Galli - “dobbiamo riuscire a ridurre per passare dai 2-2,5 casi per ogni persona infettata a meno di uno”.

L’assessore al Bilancio Davide Caparini ha aggiunto che è stata “reiterata la richiesta di estensione di ordinanza di una settimana e quindi della relativa sospensione delle scuole di ogni ordine e grado, ma la richiesta deve essere colta in Cdm, e dalle indicazioni che ci hanno dato non ci è stato detto nulla di certo”.

Nel frattempo le Università lombarde prorogano la chiusura fino al prossimo 7 marzo, poichè “ritengono che siano ancora attuali le ragioni cautelative che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata lunedì 24 febbraio”. La proroga, afferma una nota, viene decisa “per sereno funzionamento delle attività istituzionali”. 

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