Lombardia, Consiglio regionale ricorda le ‘vittime del dovere’

Red
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Milano, 16 feb. (askanews) - Il Consiglio regionale della Lombardia ha commemorato prima dell'inizio dei lavori d'aula "i servitori della Repubblica caduti nell'adempimento del dovere e tutte le vittime del terrorismo, della mafia e di ogni altra forma di criminalità" in occasione del Giorno della Memoria istituito nel 2004 per celebrare il ricordo di Renato Barborini e Luigi D'Andrea, agenti della Polizia di Stato caduti il 6 febbraio 1977 in un conflitto a fuoco con la banda criminale Vallanzasca al casello autostradale di Dalmine (Bergamo).

Nel suo intervento, il presidente Alessandro Fermi ha espresso la sua vicinanza ai famigliari delle vittime e ricordato eccezionalmente anche i medici, gli infermieri e i tecnici sanitari morti a causa della pandemia e che hanno prestato il loro servizio in modo encomiabile per contrastare la diffusione del Covid-19 al fianco dei pazienti e dei malati.

"La testimonianza di questi martiri deve essere uno sprone per l'impegno di ognuno nel lavoro e nella vita di tutti i giorni, per una società migliore, che si riconosca appieno nella pacifica convivenza, nel rispetto delle regole e delle persone, nel fare bene il proprio lavoro, sapendo che questo serve al bene comune", ha detto Fermi che ha voluto sottolineate il "dovere della memoria e della gratitudine, nella consapevolezza che se la nostra società farà passi in avanti sarà solo grazie al loro lavoro, al loro sacrificio e alla loro vita".

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha ricordato che "da 17 anni celebriamo la memoria di tutte le vittime del dovere, del terrorismo, della mafia e di ogni altra forma di criminalità che quest'anno comprende anche gli operatori del comparto sanitario colpiti dalla pandemia. Solo la memoria - ha aggiunto - ha la capacità di lenire il dolore e renderlo meno vano e incomprensibile. Sono tutte storie che abbiamo il dovere di raccontare: da Uomini e Istituzioni, per restituire il valore civile e morale di un sacrificio reso a tutela della libertà, della sicurezza e dell'incolumità dell'intera società".

Nel suo discorso Fontana ha ricordato Don Pino Puglisi, primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia. "Da questa sede - ha sottolineato il presidente della Regione - deve partire un monito alle giovani generazioni, affinché sentano la responsabilità di partecipare attivamente a diffondere la legalità, vivendo con coraggio e intervenendo con altruismo". La Lombardia, ha poi chiosato Fontana, "è la prima tra le Regioni del nord a farsi promotrice del progetto sperimentale della Regione Calabria 'Liberi di scegliere', impegnandosi con interventi legislativi, di accoglienza, cura e protezione per i minori. Un'iniziativa che va di pari passo con l'impegno incessante sui temi della sicurezza e dei beni confiscati alla mafia".