Lombardia, Fermi: no a ratifica accordo 2015 su fisco frontalieri

Red-Asa

Milano, 29 mag. (askanews) - "Ritengo utile instaurare un dialogo con le autorit elvetiche che parta dall'accoglimento della richiesta di riaprire le frontiere, ma ribadisco il mio no secco alla ratifica dell'Accordo 2015 con la Svizzera sull'imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri residenti in Italia". Lo ha scritto in una nota il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, in relazione alla lettera firmata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dal presidente del Canton Ticino ai rispettivi ministeri delle finanze per chiedere la revisione degli accordi che regolano il trattamento fiscale dei frontalieri. La missiva stata resa pubblica ieri dal deputato del Pd Alessandro Alfieri che ne ha definito il contenuto "sconcertante". Gli accordi in discussione sono stati firmati nel 2015, ma devono ancora essere ratificati in modo definitivo.

"Bene ha fatto il presidente Fontana che con la sua lettera ha costretto il Partito Democratico a convenire sul fatto che l'accordo lede e danneggia i lavoratori frontalieri e i territori. E visto che ora siamo tutti concordi e che la ratifica spetta solo ed esclusivamente al Parlamento, evitiamo di affrontare adesso questo tema. Lo trovo particolarmente inopportuno, visti i tempi di emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando" ha aggiunto Fermi.

Fermi rinnova l'appello a non mettere in calendario alla Camera e al Senato la discussione del trattato che prevede che i residenti italiani vengano assoggettati alle imposte sia in Svizzera sia in Italia, con il rischio per i Comuni di frontiera di perdere l'accredito dei ristorni. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia due anni fa aveva gi lanciato un appello ai presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. "Lo Stato italiano - aveva scritto Fermi - deve mettere in campo ogni iniziativa utile nei confronti della Confederazione Elvetica a tutela dei nostri cittadini e dei Comuni italiani, mantenendo in vigore le condizioni contenute nell'Accordo del 1974".

L'accordo tuttora vigente destina ai Comuni i ristorni dei lavoratori frontalieri a titolo di compensazione delle spese sostenute dagli oltre 60mila lavoratori italiani che ogni giorno vanno a lavorare nel territorio elvetico. Risorse "fondamentali" per finanziare le opere pubbliche necessarie per il territorio.