Lombardia, indagato Formigoni "Notizia falsa, non mi dimetto"

Milano, 23 giu. - (Adnkronos/Ign) - La notizia "e' falsa" e "mi attendo subito una smentita chiara e definitiva" da parte del Corriere della Sera", sia sul sito che "domani un'adeguata smentita in prima pagina". Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, interviene in conferenza stampa e commenta la notizia diffusa dal quotidiano di via Solferino secondo cui il presidente della Regione Lombardia risulterebbe indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri.

"Non ho alcuna informazione di un'indagine su di me -ribadisce- e siccome conosco la correttezza della Procura di Milano escludo che abbia avviato un'indagine su di me senza informarmi e quindi il Corriere della Sera ha pubblicato una notizia falsa". Formigoni attacca anche 'Repubblica' e 'Il Fatto Quotidiano' definendoli rispettivamente la 'Pravda' e l'Izvestia', in relazione agli articoli sull'inchiesta sulla sanita' privata.

E comunque, sottolinea Formigoni, "anche se fossi indagato non mi dimetterei". Il governatore spiega di "non aver ricevuto nessun avviso di garanzia. Sono sereno". Il presidente evidenzia che contro di lui ci sono "accuse false e ingiustificate" e che nel caso di un suo coinvolgimento sarebbe pronto a "difendersi nel processo".

Secondo quanto riferito oggi dal Corriere della sera, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sarebbe indagato nell'inchiesta della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanita' Fondazione Maugeri avrebbe pagato negli anni al consulente-mediatore Pierangelo Dacco'.

Le ipotesi di reato, secondo quanto rende noto il quotidiano, sono corruzione per la somma dei benefit ricevuti da Dacco' e finanziamento illecito per oltre mezzo milione di euro relativi alle elezioni regionali 2010. Dalla Procura di Milano non arriva nessuna conferma sull'iscrizione nel registro degli indagati.

In particolare, secondo il quotidiano, il presunto finanziamento elettorale illecito sarebbe arrivato da una azienda sanitaria privata in vista della campagna di Formigoni per le Regionali lombarde.

Mentre la presunta corruzione farebbe riferimento ai benefit di "ingente valore patrimoniale (vacanze, soggiorni, utilizzo di yacht, cene di pubbliche relazioni a margine del Meeting di Rimini, termini della vendita di una villa in Sardegna a un coinquilino di Formigoni nella comunita' laicale dei Memores Domini)" che sarebbero stati messi a disposizione di Formigoni dal mediatore Pierangelo Dacco'.

Immediate le ripercussioni politiche. secondo il capogruppo del Pd in Consiglio regionale lombardo, Luca Gaffuri, Formigoni deve dimettersi e la Lega Nord deve prendere una volta per tutte una posizione netta. "Il paragone che Formigoni fa con altri suoi colleghi indagati non funziona -sottolinea Gaffuri- e lo testimonia il fatto che ben cinque ex assessori della sua Giunta sono stati arrestati o indagati. E tutto e' successo dopo che lo stesso Formigoni, nei mesi scorsi, aveva piu' volte ripetuto che nessuno era stato toccato".

Anche per i consiglieri regionali lombardi Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli (Sel) "le dimissioni di Formigoni sono ormai un atto dovuto ai Lombardi".

Per quanto riguarda il Carroccio, il vice presidente di Regione Lombardia e capo delegazione della Lega Nord, Andrea Gibelli, annuncia che la "lunedi' si riunira' il Consiglio federale che valutera' la vicenda, basandosi esclusivamente sui fatti reali e non sulle supposizioni giornalistiche".

secondo Mario Mantovani e Viviana Beccalossi, coordinatore e vicecoordinatore vicaria del Popolo della Liberta' lombardo, "Formigoni sapra' dimostrare la sua totale estraneita' ai fatti. Pur rinnovando fiducia nella magistratura, auspichiamo che gli accertamenti in corso procedano in tempi celeri a salvaguardia delle Istituzioni ma soprattutto delle persone coinvolte". "Il popolo lombardo -sottolineano- ha piu' volte scelto da chi farsi governare e Roberto Formigoni da 18 anni rappresenta un modello di buona amministrazione, per la Lombardia e per l'intero Paese: prosegua dunque il suo lavoro con coraggio e determinazione, per il bene della nostra terra e della nostra gente lombarda".

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