Lombardia, le associazioni per malattie spinali: mai più rifiuti

Lme

Milano, 14 feb. (askanews) - All'Unità Spinale di Niguarda nel 2018 sono state rifiutate 35 persone con lesioni traumatiche in fase acuta per carenza dei posti di degenza, un dato allarmante e inaccettabile, dovuto alla situazione di grande criticità del Niguarda per la riduzione dei posti letto, per carenza di personale medico, infermieristico e tecnico riabilitativo.

Ma questa è solo la punta di un iceberg che riguarda tutte e tre le Unità Spinali della Lombardia e su cui occorrono scelte precise e interventi strategici, come è stato chiesto da Laura Valsecchi, di Medicina Democratica e Angelo Pretini, presidente AUS Niguarda, referenti del Coordinamento Regionale per le Unità Spinali, che hanno coordinato i lavori del seminario di oggi alla Sala Pirelli in Consiglio Regionale su "Presa in carico e gestione della Persona con Lesione al Midollo Spinale in Regione Lombardia: stato dell'arte", a cui hanno partecipato oltre 110 persone, di cui Il Seminario, a cui hanno arteciato oltre 110 persone, di cui 1/3 con lesioni midollari è stato il punto di arrivo di un lungo e complesso lavoro di preparazione, analisi e studio durato due anni ed è stato organizzato con il vice-presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Carlo Borghetti. Due le tappe che lo hanno preceduto: un'audizione in Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale e una visita della Commissione presso l'Unità Spinale dell'ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda.

I lavori, aperti dal Vice Presidente Consiglio Regionale Carlo Borghetti, seguito dall'intervento del Presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali Emanuele Monti, hanno dato il via a una sequenza di relazioni, ricche di dati e analisi che non lasciano adito a dubbi e richiedono risposte concrete e scelte di politica sanitaria precise.

C'è infatti un dato generale di grave criticità: le tre Unità Spinali sono in grado di rispondere a meno del 50% delle richieste di ricovero per lesioni spinali traumatiche acute: lo ha sottolineato Tiziana Redaelli, già primaria dell'Unità Spinale di Niguarda, ed è emerso dalle relazioni di Michele Spinelli, primario del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, Massimo Brambilla, primario dell' Ospedale Morelli di Sondalo e Guido Molinero, primario dell' Ospedale Mozzo di Bergamo, che hanno illustrato le diverse criticità presenti nelle rispettive strutture. Come ad esempio il caso di Sondalo, dove è a rischio l'Unità Spinale con il trasferimento della Neurochirurgia e Urologia, che sono fondamentali per la presa in carico della persona con lesione al midollo spinale, con rischio di declassamento del Dipartimento Emergenza e Accettazione e depotenziamento dell'Unità Spinale.

Secondo i dati forniti dal Coordinamento sono circa 30 i nuovi casi di lesioni spinali fra traumatici e non traumatici per 1.000.000 di abitanti. Le tre Unità Spinali non sono in grado di gestirli e regolarmente vengono "rifiutati": come a Sondalo, dove in tre anni dal 2017 al 2019 ne sono stati respinti 64.(Segue)