Lombardia, le associazioni per malattie spinali: mai più rifiuti -2-

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Milano, 14 feb. (askanews) - Un dramma che mette fortemente a rischio le possibilità di cura e recupero per i traumatizzati, che sono costretti a rivolgersi a strutture ospedaliere non attrezzate, con un prolungamento delle degenze e aumento di possibilità di complicanze, o peggio, a strutture private accreditate, per cui i privati acquisiscono finanziamenti pubblici pur non avendo strutture e competenze adeguate. A questo si aggiunga i grave disagio dei lunghissimi tempi di attesa, da 6 a 12 mesi, per qualunque bisogno sanitario-riabilitativo, con quali conseguenze è facile immaginare. Una situazione complessa che evidenzia la mancanza di una regia nella organizzazione e nelle decisioni politiche per la gestione delle tre Unità Spinali, come ha detto Michele Usuelli, consigliere regionale componente la Commissione Sanità e Politiche Sociali.

Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, che ha concluso i lavori, ha annunciato un incontro entro i mese prossimo il mese prossimo con il Coordinamento Regionale per le Unità Spinali e con i rappresentanti delle tre unità spinali: un impegno che ha preso anche in seguito alle contestazioni fatte durante il suo intervento da Angelo Pretini, che ha chiesto non discorsi generali e ma risposte concrete sui numeri dei posti letto e del personale.