Lombardia, M5s: proposta obbligo Ffp2 su bus bocciata a priori

Red
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Milano, 12 apr. (askanews) - La vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, ha risposto con un "no a priori" a un'interrogazione presentata dal Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Nicola Di Marco, che chiedeva di valutare la distribuzione, di fatto sancendone l'obbligo, di mascherine FFp2 a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale. Lo ha evidenziato l'esponente pentastellato in una nota.

"Ci si appella alle linee guida nazionali che, per il contenimento della pandemia, prevedono come misure di prevenzione sui mezzi pubblici l'obbligo di mascherina, il distanziamento interpersonale, la capienza ridotta, il ricambio dell'aria, gli interventi di sanificazione e igienizzazione", ha osservato Di Marco, ma "essendo la Lombardia una delle Regioni maggiormente colpite dalla pandemia, sin dallo scorso anno, ci saremmo aspettati uno sforzo maggiore per la tutela per i passeggeri dei mezzi pubblici".

"Anche diversi esperti - ha ricordato - hanno avanzato l'ipotesi di far utilizzare le mascherine FFp2 sui mezzi di trasporto pubblico, così come fatto dal direttore del dipartimento di Microbiologia dell'università di Padova, il professor Andrea Crisanti. Dello stesso parere è il professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all'università Cattolica di Roma e consulente del ministro della Salute. Tale valutazione deriva dall'analisi delle evidenze scientifiche per cui in un ambiente chiuso c'è la necessità di avere mascherine filtranti".

"L'assessore Moratti, nella sua risposta, ci parla anche degli alti costi che dovrebbero sostenere le aziende di trasporto e gli utenti. Ma noi pensiamo che se Regione si fosse attivata in accordo con il Governo per il reperimento e la distribuzione delle mascherine, sarebbe stato garantito un costo unitario di acquisto più basso" ha continuato.

"Questa contrarietà a priori dimostra che evidentemente la Giunta Fontana preferisce continuare a lavorare come ha fatto in questi ultimi mesi, ovvero male" ha concluso Di Marco.