Lombardia, madre fa assumere al bambino dei tranquillanti: tre anni di condanna

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Donna dà sonniferi al figlio condannata
Donna dà sonniferi al figlio condannata

Doveva andare al lavoro mantenere lei e il figlio. Per farlo addormentare gli somministrava del sonnifero mentre lei si recava al lavoro. “Non volevo fargli del male”, aveva dichiarato la donna alle forze dell’ordine quando le chiesero le motivazioni di quell’azione nei confronti del figlio. I fatti avvenuti ormai nel 2016 sono diventati di dominio pubblico solo nell’ultimo periodo quando è stata resa pubblica la condanna a 3 anni della donna.

La madre è una donna di nazionalità polacche residente a Gavirate in provincia di Varese dove si era trasferita in seguito alla fine del primo matrimonio. Rimasta da sola e con una seconda relazione che stava arrivando al capolinea, l’esigenza è stata quella di prendersi cura del bambino. Il quotidiano Varese News riporta che è stato da qui che il padre naturale del piccolo di 10 anni ha mandato l’appello alle forze dell’ordine. Il bambino è stato ritrovato in condizioni precarie e in evidente stato confusionale.

Da successivi esami è risultato che il bambino aveva effettivamente assunto dei sonniferi. Ad ogni modo l’avvocato della donna ha annunciato che procederà con l’appello: “Il comportamento da madre può essere discutibile, ma l’accertamento della responsabilità in sede penale è altra cosa e sosterremo in secondo grado l’assenza di dolo” ha dichiarato.

Donna dà sonniferi al figlio: condannata

Tre anni di carcere con l’accusa di abbandono del minore, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: questa la condanna che è stata data ad una donna di origini polacche e residente in provincia di Varese che ha dato al figlio dei sonniferi prima di recarsi al lavoro. A dare l’allerta di quanto stava accadendo al figlio il padre naturale del bambino che ha provveduto a rivolgersi alle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato da Varese News in seguito alla denuncia della donna, il bimbo è stato allontanato e sarebbe stato trasferito in una struttura protetta.

Il legale della madre ha comunque dichiarato che farà ricorso in appello: “Il comportamento da madre può essere discutibile, ma l’accertamento della responsabilità in sede penale è altra cosa e sosterremo in secondo grado l’assenza di dolo. Del resto la stessa imputata ha sempre affermato di non aver mai avuto intenzione di nuocere al figlio”.