Lombardia: a Palazzo Pirelli inaugura 'Fragile', mostra antologica di Sara Forte

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Milano, 11 nov. (Adnkronos) – Sarà inaugurata lunedì 14 novembre, alle ore 16, a Palazzo Pirelli di Milano la mostra di Sara Forte, dal titolo 'Fragile': una sorta di antologica dell’artista milanese che ripropone, accanto ai nuovi lavori, anche alcuni pezzi storici della sua ormai decennale carriera artistica. Allo Spazio Eventi al primo piano di Palazzo Pirelli saranno esposte 40 opere tridimensionali.

Da un lato la nuova produzione che comprende alcuni splendidi vetri, modellati con un famoso maestro vetraio di Murano, Giovanni Nicola, e che rappresentano al meglio la fragilità della bellezza a cui Sara Forte tende da sempre: splendide murrine che si allungano e si flettono, si torcono a formare preziose vesti, all’apparenza leggere e flessuose, e che sono ispirate da 'Le città invisibili' di Italo Calvino, più propriamente dai sotto capitoli 'Le città sottili', in cui lo scrittore immagina nuove metropoli, aeree come i sogni e dense come le parole. Questa prima parte del percorso si completa con alcune tele (della serie 'Kósmos' e 'Argo') che sembrano propendere per la pittura analitica, una pittura pura che diventa oggetto di indagine di sé stessa: ne sono esempi i cieli non cieli (alla Claudio Oliveri) che sono estensioni di colore (i viola, gli aranci, i blu, i rosa…) talora piatti, talora con rare sfumature su cui si innervano curve sinusoidali e frattali, o preziosi innesti di vetro a recuperare forme organiche, quasi con intenti barocchi.

Dall’altro lato, la produzione precedente a cui ci aveva abituato Sara Forte, un lavoro algido, di grande rigore formale, che tendenzialmente esclude ogni intento lirico e si muove su precise direttrici storiche, influenzato in primis dalle teorie del Mac, il Movimento arte concreta di Bruno Munari, il cui intento negli anni Cinquanta del Novecento era di opporsi alla moda dell’astrazione prediligendo un’arte appunto concreta. Da qui, l’adozione da parte della Forte di un 'modulo grafico', il cartiglio che è 'primus movens della sua creazione pittorica', come sottolinea il curatore della mostra Angelo Crespi