Lombardia, Pd: piano investimenti Fontana ingiusto, governo corregga

Red
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Roma, 23 dic. (askanews) - Una ripartizione delle risorse "ingiusta" e "squilibrata", con fondi in gran parte destinati a Comuni amministrati dalcentrodestra. È la denuncia del Pd contro il piano di investimenti varato in Lombardia dalla giunta Fontana, in un'interrogazione al premier Conte e al ministro Boccia in cui i deputati Dem lombardi chiedono al governo di valutare la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi nei confronti del governatore di centrodestra. Il primo firmatario è Gian Mario Fragomeli, ma l'interpellanza è stata sottoscritta anche da Lia Quartapelle e Emanuele Fiano, Maurizio Martina, Barbara Pollastrini, Chiara Braga, Alfredo Bazoli, Marina Berlinghieri, Elena Carnevali.

"Dopo gli errori nel contrasto alla pandemia, ora Fontana continua a sbagliare anche nei piani per l'economia. Come è stato possibile, infatti, che dall'esito della ripartizione del piano di investimenti per fronteggiare l'emergenza sanitaria pari a circa 3,5 miliardi di euro previsti dalla legge regionale n.9 del 4 maggio scorso risulterebbe che su 1507 comuni della Lombardia, i beneficiari degli interventi sono 411 di cui il 77% amministrato da partiti del centro destra o di liste civiche ad essi collegati e quindi della maggioranza?", si chiede nell'interpellanza urgente.

"Di fronte ad un Piano di investimenti così rilevanti, tanto da essere definito addirittura 'Piano Marshall - si legge nell'atto parlamentare - si sarebbero dovute delineare linee di indirizzo da parte del Consiglio Regionale per l'individuazione di una strategia globale di intervento per la Regione Lombardia per i prossimi anni o, quanto meno, la definizione di criteri per l'utilizzo di tali fondi con l'approvazione di bandi affinché tutti i soggetti dei diversi territori vi potessero partecipare o potessero formulare proposte per l'individuazione dei progetti più interessanti per le diverse Province lombarde". Agli interroganti risulta invece che "i fondi siano stati assegnati mediante la distribuzione dei fondi a pioggia secondo l'unico criterio di giudizio della totale discrezionalità dei consiglieri di maggioranza di ogni territorio", criterio che avrebbe determinato l'esito "ingiusto" e "squilibrato" di tale ripartizione.

Anche Anci Lombardia avrebbe protestato, con una lettera riservata - si legge nell'interpellanza - inviata al Presidente Fontana, per denunciare che "molti comuni sono esclusi dalla partecipazione a questa seconda fase di finanziamento di interventi. Per questo avremmo voluto avere occasione di confrontarci sulle nuove scelte compiute e vorremmo comprendere quali siano stati i criteri e gli atti di programmazione- pianificazione o di ascolto territoriale, i bandi o gli avvisi, che hanno condotto alla identificazione di opere e di relativi destinatari".

Per gli esponenti del Partito democratico "trattandosi invece di ricorso all'indebitamento, e per di più per risorse ingenti, si sarebbe dovuta effettuare un'attentissima valutazione di carattere strategico, per bilanciare interventi che portano benefici immediati con altri destinati a garantire la crescita necessaria a sostenere il debito stesso".

I dem hanno chiesto pertanto al ministro Boccia e direttamente al presidente Conte "quali urgenti iniziative intendano adottare per garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini e la tutela dell'unità economica, data anche l'ingente mole di risorse che la Regione Lombardia sta mobilitando a debito e che dovrebbero pertanto essere investite in interventi attentamente valutati soprattutto alla luce del potenziale ritorno in termini di crescita del PIL, verificando la sussistenza dei presupposti per l'esercizio dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 120 della Costituzione".