Lombardia, Pm chiedono archiviazione Fontana su incarico.... -2-

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Milano, 16 mar. (askanews) - L'indagine, condotta dai pm Luigi Furno, Adriano Scudieri e Silvia Bonardi, con il coordinamento del procuratore aggiunto Alessndra Dolci, si è concentrata in particolare sui presunti profili di irregolarità che avrebbero caratterizzato la nomina di Marsico da parte di Fontana: e cioè il mancato rispetto del "principio di imparzialità" obbligatorio per legge per tutte le nomine di natura non fiduciaria, e il presunto "conflitto di interessi" del governatore per l'assegnazione di un incarico pubblico all'ex socio del suo studio legale (che Fontana lasciò, cedendo le sue quote alla figlia, due mesi dopo l'elezione alla presidenza della Regione Lombardia). Ma dopo 10 mesi di indagini condotte soprattutto con l'analisi dei documenti acquisiti in Regione Lombardia, sull'ascolto di diversi testimoni, non sono stati riscontrati profili penalmente rilevanti in capo al governatore. Di qui la richiesta di archiviazione dei pm che ora passa all'esame di un gip del Tribunale di Milano.

Fontana è stato coinvolto in una tranche della più ampia indagine ribattezzata "Mensa dei poveri" sul presunto sistema di tangenti, spartizione degli appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia. Il filone principale della maxi inchiesta è già stato chiuso e sono circa 70 gli imputati che a maggio prossimo dovranno affrontare l'udienza preliminare davanti al gup Natalia Imarisio. Tra loro figurano diversi esponenti milanesi e lombardi di Forza Italia: l'ex consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella, il consigliere regionale Fabio Altitonante, e l'ex coordinatore a Varese Gioacchino Caianiello, ritenuto dagli inquirenti milanesi "il grande burattinaio" del sistema.