Lombardia: produzione industriale -0,7% primo trimestre, -2,8% tendenziale

Milano, 4 mag. (Labitalia) - Cala ancora la produzione industriale lombarda nel primo trimestre del 2012: -0,7% rispetto all'ultimo trimestre del 2011 e -2,8% rispetto a un anno fa. L'indice della produzione industriale scende così a 97,8 (base 2005 uguale a cento). Vanno male in particolare gli ordinativi interni (-2,0% la variazione congiunturale e -7,3% quella su base annua), mentre quelli dall'estero rimangono in terreno di crescita (+0,8% rispetto al trimestre precedente).

"C'è sempre una luce in fondo al tunnel - ha dichiarato Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia, durante la presentazione dei dati di Unioncamere sulla congiuntura del I trimestre 2012 - ma in questa situazione di luce non si vede ancora nemmeno uno sprazzo".

La produzione è in crescita su base annua solo per i settori delle pelli-calzature (+2,5%), degli alimentari (+0,9%), della chimica e delle industrie varie (+0,5%). Registrano variazioni particolarmente negative i mezzi di trasporto, l'abbigliamento e i minerali non metalliferi tutti oltre il -8%. Significative anche le contrazioni dei settori tessile (-5,5%), gomma-plastica (-5,0%) e legno-mobilio (-4,9%). Peggio dell'industria va l'artigianato, negativo su tutti i fronti. I dati congiunturali e tendenziali per le aziende artigiane manifatturiere mostrano un calo, rispettivamente del 2,6% e del 6,4%. L'indice della produzione artigiana scende a quota 72,6 (base 2005 uguale 100).

In particolare le contrazioni maggiori nell'artigianato sono per i settori dei minerali non metalliferi (-16,0%), per l'abbigliamento (-13,4%) e il tessile (-11,8%). Più moderato il calo registrato dalle pelli-calzature (-1,0%). Di segno uniforme ma di differente intensità i risultati delle tre destinazioni economiche dei beni considerate, con i beni di consumo in contrazione del 3,3%, i beni intermedi del 2,5% e i beni di investimento dell'1,4%. Nell'artigianato beni di consumo e beni di investimento registrano contrazioni superiori all'8% mentre i beni intermedi riescono a contenere la caduta al -1,8%. I dati sulla produzione per dimensione d'impresa evidenziano una maggior contrazione per le piu' grandi (-4,9%), seguite dalle piccole (-2,9%) e dalle medie (-1,8%).

Nell'artigianato i risultati sono negativi con intensità inversamente proporzionali alla dimensione: le micro imprese sono in forte sofferenza (-9,5%), le medie registrano una contrazione del 6,7% e le più grandi del -3,4%. Si riduce ulteriormente la quota di aziende che registra forti incrementi dei livelli produttivi (27,8% contro il 31% dello scorso trimestre); considerando anche le imprese che dichiarano incrementi minimi, l'area positiva riguarda il 37,5% degli intervistati. Cresce sia il numero delle aziende con variazioni molto negative (40%), che il numero delle aziende con contrazioni minime (9,3%).

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