Lombardia, Rolfi: no etichettatura a semaforo, sì a “NutrInform”

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 16 mar. (askanews) - No all'etichetta a semaforo che si basa sulle dosi invece che sulle singole caratteristiche del prodotto (Nutriscore) e un invito a tutte le Regioni italiane a sottoscrivere l'appello per l'introduzione dell'etichetta a batteria (NutrInform), che aiuta il consumatore a interpretare le reali informazioni nutrizionali degli alimenti. È la posizione dell'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che in sede di commissione politiche agricole della Conferenza Stato Regioni sottoporrà la proposta agli assessori all'Agricoltura di tutte le Regioni italiane.

"L'etichettatura a batteria mira a definire le quantità giuste del singolo alimento per una dieta corretta, senza catalogare come sano o non sano un prodotto - ha detto Rolfi -. Bisogna fare sistema per togliere dal tavolo la follia del Nutriscore che con il metodo dei bollini a colore invece danneggerebbe seriamente il sistema agroalimentare italiano e della Lombardia in primis, visto che siamo la prima regione agricola a livello nazionale sia per produzione che per valore della trasformazione".

Il dibattito sull'etichettatura è tornato d'attualità in seguito all'appello francese in favore del Nutriscore, firmato anche da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute. "Un documento scellerato in cui vengono definiti lobbisti coloro che si battono per l'etichettatura a batteria - ha sottolineato l'assessore lombardo -. I produttori italiani di formaggi, di olio, di salumi non sono potenti portatori di interessi; sono persone che con il proprio lavoro contribuiscono a rendere il sistema agroalimentare italiano il più sicuro e conosciuto al mondo. Non a caso l'agropirateria colpisce principalmente il Made in Italy. Chi sottoscrive documenti del genere non è degno di rappresentare l'Italia, primo Paese europeo per valore aggiunto agricolo".

"La Regione Lombardia - ha ribadito l'assessore Rolfi - continuerà a lavorare con il ministro Stefano Patuanelli, con il sottosegretario Gian Marco Centinaio e con le associazioni di categoria in difesa del sistema agroalimentare italiano che vale 522 miliardi di euro, pari al 15% del Pil nazionale. Mettere il semaforo rosso a olio, formaggi e salumi del territorio lombardo sarebbe un colpo mortale per la nostra economia e porterebbe al sacrificio di migliaia di aziende agricole favorendo le grandi multinazionali straniere".