Lombardia, Rolfi: "No a nuove linee guida su allevamento conigli"

Mch

Milano, 24 lug. (askanews) - "La visione ideologica del ministero della Salute rischia di ammazzare il comparto cunicolo lombardo e italiano. La richiesta di sostituire le gabbie attualmente in essere con sistemi di allevamenti a parchetto e' sintomo di una visione animalista, che metterà i nostri allevatori fuori dal mercato". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Fabio Rolfi, sulle nuove linee guida del ministero della Salute per l'allevamento del coniglio.

"In Lombardia - ha detto Rolfi - sono presenti 447 allevamenti di conigli e quasi 300.000 capi. Pensare di costringere gli allevatori a sostituire gabbie e capannoni significa obbligarli a investimenti enormi per acquistare altri spazi e nuove attrezzature. Stiamo parlando di un settore in crisi, alle prese con un ricambio generazionale difficile". "Questa richiesta - ha chiosato l'assessore - è puramente ideologica, visto che non esiste alcuna direttiva europea in tal senso e nessuna ricerca scientifica che la giustifichi".

"Se il ministro della Salute vuole penalizzare il mercato cunicolo italiano - ha aggiunto l'assessore Rolfi - lo dichiari pubblicamente. Cosi' facendo si contribuisce solo ad aumentare il divario con gli altri Paesi europei ed extraeuropei". "In Italia gli allevamenti sono controllati e il benessere animale è garantito, altrove no - ha sottolineato - Questa richiesta dunque rischia di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello desiderato".

In Lombardia, ricorda la Regione, gli allevamenti di conigli sono aumentati del 22,5 per cento dal 2010 (passando da 365 a 447), ma sono diminuiti del 12 per cento i capi allevati, che sono passati da 329.000 a 289.000.