Lombardia, Rozza(Pd): si ricordano di infermieri sotto elezioni

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Milano, 11 lug. (askanews) - "Dopo quattro anni di totale disinteresse si ricordano delle professioni sanitarie non mediche, a pochi mesi dalle elezioni. Per ora sono solo parole. Fin ad oggi non è stato fatto nulla di concreto per la loro valorizzazione". Lo ha scritto in una nota Carmela Rozza, consigliere regionale del Pd in Lombardia, rivolgendosi all'ex assessore regionale alla sanità Giulio Gallera, di Forza Italia, e al suo successore Letizia Moratti.

"Si poteva, come avevamo chiesto, intervenire sulle linee guida dei Poas (Piani di organizzazione aziendale strategica) di Ats e Asst: si poteva prevedere che la direzione delle professioni sanitarie fosse posta alla pari del direttore sanitario e che nelle strutture complesse di Ats e Asst fossero affidati ruoli direttivi ai professionisti non medici, ciascuno nella propria area di intervento. Ad esempio in una struttura complessa riabilitativa il ruolo di dirigenza delle professioni sanitarie non mediche deve essere affidato a un fisioterapista e cosi per tutte le altre strutture complesse e professioni. Ma le nostre richieste sono state tutte respinte" ha ricordato Rozza.

"Nulla di fatto anche per le assunzioni - ha continuato Rozza -, Moratti afferma che i nuovi assunti sono mille, e peraltro non ci risulta siano impiegati sul territorio. Ma in realtà se ne dovrebbero assumere, secondo quanto stabilisce il D.M 77, 4500, uno ogni 3000 abitanti". "Dopo le chiacchere - ha continuato Rozza - vorremmo si passasse ai fatti. Chiediamo innanzitutto che sia discusso e approvato al più presto in Commissione sanità il nostro progetto di legge di istituzione del direttore assistenziale, progetto a cui, solo di recente, è approdato anche Gallera".

L'esponente del Pd ha chiesto infine che sia "assunto un numero di professionisti della sanità adeguato a offrire un servizio efficiente e siano garantite loro buone condizioni di lavoro. Non certo sullìesempio degli ambulatori territoriali aperti nelle periferie milanesi dove si pretende che un solo infermiere offra assistenza a un intero quartiere".

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