Lombardia: salgono i ricoveri per Covid, ma scende l'età media dei pazienti

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Lombardia Covid ricoveri
Lombardia Covid ricoveri

Da mercoledì 21 luglio la curva dei ricoveri causati dal Covid-19 in Lombardia ha ricominciato a salire.

In Lombardia salgono i ricoveri per Covid: i posti letto occupati sono il 3,2%

Il 14 maggio, il 22,9% dei posti letto negli ospedali lombardi e il 29% delle terapie intensive erano occupati da pazienti Covid. 2.251 i pazienti ricoverati, 411 quelli in rianimazione. Di settimana in settimana i numeri sono ampiamente calati: 1.666 pazienti nei reparti (17,7%) e 308 in terapia intensiva (21,8%) il 21 maggio, mentre sette giorni dopo i numeri erano arrivati rispettivamente a 1.233 (14,7%) e 248 (17,5%). E così via, lungo una costante discesa.

Giugno era iniziato con 1.073 pazienti in ospedali (13,4%) e 220 in rianimazione (15,5%) e finito con numeri pari a 218 (3,2%) e 51 (3,6%). La curva ha continuato a scendere proprio fino al 21 luglio, quando le percentuali erano rispettivamente di 2,1 e 2%. Da quella data i ricoveri, soprattutto ordinari, hanno ricominciato a crescere.

In Lombardia salgono i ricoveri per Covid: i casi sono meno gravi, i pazienti più giovani

Le ospedalizzazioni, non le terapie intensive, sono il nuovo parametro da tenere d’occhio per capire se si possa parlare di quarta ondata: i pazienti sono più giovani e di conseguenza meno gravi grazie alle vaccinazioni. Il 21 luglio i ricoveri erano 132 (appunto 2,1%), il 31 dello stesso mese 206 (3,2%).

La campagna vaccinale ha eliminato i casi più gravi, abbassando l’età media dei malati e allontanando la prospettiva per gli ospedali di dover riconvertire dei reparti. A infettarsi sono soprattutto i giovani tra i 14 e i 24 anni. Secondo il report Dg Welfare, il 31 luglio su 841 nuovi casi in Lombardia 186 avevano meno di 18 anni, 189 tra i 18 e i 24. L’età media dei pazienti ricoverati è scesa a 59 anni, rispetto ai 69 di inizio giugno.

In Lombardia salgono i ricoveri per Covid: la situazione negli ospedali rimane tranquilla

La situazione nelle strutture milanesi rimane quindi tranquilla. Andrea Gori, primario di Malattie infettive al Policlinico, ha dichiarato che “da almeno una decina di giorni gradualmente vediamo i ricoveri salire. Sia in pronto soccorso che in reparto c’è un progressivo aumento dei casi, ma in una situazione ancora di non affanno. Fortunatamente i casi che arrivano non sono gravi, l’età media è bassa e gli anziani che vengono ricoverati sono già vaccinati, quindi manifestano forme lievi di Covid. Abbiamo qualche problema con i non vaccinati, ma sono perlopiù giovani quindi non molto sintomatici. I pazienti Covid non vanno in terapia intensiva, riusciamo a gestirli nei reparti”, cioè in Malattie infettive: “L’unico rimasto, anche se l’allerta c’è sempre: ormai siamo diventati bravi ad aprire e chiudere reparti, i piani sono già approntati”.

Anche Andrea Bellone, primario del Pronto soccorso del Niguarda, rassicura che la “situazione è ancora di relativa tranquillità“. Anche qui solo il reparto Malettie infettive si occupa dei pazienti Covid. “Sicuramente c’è un aumento del numero dei pazienti che troviamo positivi (soprattutto ragazzi non vaccinati che arrivano in ospedale e che si scoprono contagiati). Ma non abbiamo ancora un riflesso negativo sull’ospedalizzazione: al massimo 1-2 ricoveri Covid al giorno. La cosa mi sembra seguire l’andamento lombardo, ad oggi ancora favorevole rispetto ad altre zone d’Italia, dove c’è più frequenza di occasioni di grandi socialità (come la Sardegna)”, ha spiegato Bellone.

Stessa sensazione ai Santi Paolo e Carlo secondo il primario di Pneumologia Stefano Centanni: “Siamo ancora in una situazione di tranquillità. Il report dal pronto soccorso stamattina non dava pazienti Covid. La Lombardia ora è messa meglio di altre regioni: i numeri di crescita dei ricoveri sono ancora molto piccoli“. La curva, ha sottolineato Centanni, “è diversa da quella delle prime ondate (che avevano 40 giorni di crescita, poi un plateau e la discesa): lo vediamo in Gran Bretagna, dove i casi sono cresciuti vertiginosamente per 60 giorni e poi sono scesi dimezzandosi”.

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