Lombardia, sindacati: priorità vaccini ad anziani e fragili

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 21 gen. (askanews) - "Dopo la recente esperienza negativa con il flop della vaccinazione antinfluenzale, la sanità lombarda non può più permettersi altri scivoloni". Lo scrivono in una nota i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, preoccupati per le conseguenze degli annunciati tagli alla distribuzione dei vaccini Pfizer.

I pensionati dei tre sindacati, dopo la richiesta di incontro con l'assessore al Welfare della Regione Letizia Moratti, chiedono rassicurazioni sulle tattiche vaccinali, riguardanti soprattutto la fascia degli over 80, che già alcune voci vorrebbero esclusa dalla prima fase di somministrazione.

"L'incontro che ci auguriamo prossimo ci servirà per capire quanto si intende far partire la campagna vaccinale per i più anziani, ma anche per i portatori di disabilità, per le persone fragili, per i caregiver - dicono Valerio Zanolla, Emilio Didonè e Serena Bontempelli, segretari generali di SPI, FNP e UILP regionali - Vogliamo capire quali priorità Regione Lombardia propone, quanti e quali sono i punti vaccinali in Lombardia. Chiediamo di conoscere calendario e cronoprogramma indicativo per gli anziani; vogliamo sapere se sarà attivata una piattaforma telematica regionale - semplice e intuitiva - per aderire e prenotare la vaccinazione anti Covid 19. Vogliamo conoscere le modalità alternative che regione Lombardia mette in campo per chi non è in grado di utilizzare i sistemi informatici o ne sia sprovvisto; capire se l'anziano che non intende prenotarsi online può in alternativa aderire e prenotarsi dal proprio medico di medicina generale".

I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil offorono la loro disponibilità a collaborare per la campagna vaccinale anti Covid 19: Non ci tiriamo indietro di fronte al più grande sforzo collettivo a cui siamo tutti chiamati nel Paese, e se coinvolti sapremo fare la nostra parte. Siamo organizzazioni molto radicate nei territori, con proprie sedi in quasi tutti i 1.506 comuni della Lombardia, e questo ci permette di conoscere con puntualità e appropriatezza le condizioni e i bisogni delle persone anziane che rappresentiamo, ma ci permette anche un'informazione diffusa e capillare".