Lombardia: storia di 'un'opera d'arte', una mostra per il Pirellone

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Lombardia: storia di 'un'opera d'arte', una mostra per il Pirellone
Lombardia: storia di 'un'opera d'arte', una mostra per il Pirellone

Milano, 16 dic. (Adnkronos) – Sessant'anni di storia (e di storie), racchiuse in una mostra, che celebra il compleanno di quella che è anche "un'opera d'arte", il grattacielo Pirelli di Milano. Il Palazzo che ospita il consiglio regionale sarà il protagonista di una mostra che verrà allestita e aperta al pubblico nella primavera del 2021, e di cui oggi è stata data un'anticipazione digitale in attesa che finisca la pandemia di Covid19. "Il Pirellone è un simbolo di Milano e della Lombardia, abbiamo voluto fortemente questa mostra", spiega il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi. L’inaugurazione del grattacielo risale al 4 aprile del 1960, quando il gruppo Pirelli apriva la sua sede nell’edificio milanese prima di diventare dal 1978 sede e simbolo di Regione Lombardia.

Promossa da Regione Lombardia, giunta e consiglio, e dalla Fondazione Pirelli, con il contributo di Pirelli e Fnm Group, l’esposizione ripercorre origine e storia del Pirellone attraverso materiali storici originali, fotografie, illustrazioni, filmati di repertorio e testimonianze esclusive di persone che hanno pensato, progettato, realizzato e vissuto il grattacielo lungo il corso della sua vita. "C'è un aneddoto che mi lega al grattacielo: il Pirellone nasce come un'opera d'arte e nel 1966, quando fui interrogato alla maturità, mi chiesero del grattacielo, che era considerato già parte della storia dell'arte", racconta Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione Pirelli. "Al di là del simbolo del miracolo economico, il grattacielo Pirelli è un'opera d'arte. Questo simbolo, che poi è diventato della Regione, è per tutti i milanesi un motivo di orgoglio e per noi della Pirelli un legame che si porta dietro la responsabilità".

La piattaforma digitale 60grattacielopirelli.org permette di scoprire in preview i contenuti della mostra curata dall’architetto Alessandro Colombo. Fil rouge di tutto il progetto la rielaborazione grafica di uno schizzo dell’architetto Gio Ponti, che riassume la sua visione di Milano raccontata in un’intervista: “Sogno una Milano fatta dai miei colleghi architetti. Certamente non voglio una Milano fatta con case basse e un grattacielo qui, uno là, un altro là e un altro ancora là. Sarebbe come una bocca con qualche dente lungo e altri corti. I grattacieli sono belli se si trovano uno di fianco all’altro, come delle isole. (…) Questo che dico non è un sogno, dico ciò che sarà in futuro”.