Lombardia, Strada(Lce): riforma sanità vera o chiacchiera a vento

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Milano, 9 nov. (askanews) - "La riforma sanitaria o diventa una vera riforma che interviene sui problemi emersi anche in pandemia, o rimane una chiacchiera al vento. Per esempio: stessi diritti e doveri alla sanità pubblica e privata, una vera integrazione del socio-sanitario e un ruolo attivo dei Comuni nella medicina territoriale". Lo ha scritto in una nota Elisabetta Strada, consigliere regionale dei Lombardi Civici Europeisti, a proposito della bozza di riforma della sanità lombarda che approderà domani in Consiglio regionale.

La bozza, secondo Strada, fa acqua soprattutto su tre temi strategici: "Oggi non esiste ancora libertà di scelta perché troppo spesso si è obbligati a pagare per avere cure veloci ed efficaci. La sanità pubblica e quella privata accreditata devono invece avere gli stessi diritti, ma anche gli stessi doveri. La privata deve incentivare il più possibile gli interventi con il Ssn e non scegliere solo in base al rimborso più conveniente, e andrebbe sanzionata quando disincentiva l'erogazione di servizi sanitari coperti dal Ssn. Di contro, la sanità pubblica deve avere gli stessi diritti del privato, deve quindi essere messa in condizione di erogare prestazioni migliori, più veloci e con tecnologie all'avanguardia e senza limiti di utilizzo".

"Il secondo rilievo è che la riforma sanitaria proposta non prevede ancora alcuna integrazione socio-sanitaria, né un miglioramento della medicina territoriale. Chiediamo invece di integrare gli assessorati al welfare e alle politiche sociali-famiglia, di inserire personale dei Comuni all'interno della regia delle Ats e dei Cot quale regia per una vera e corretta presa in carico dei pazienti, e di prevedere sportelli socio-assistenziali all'interno delle Case della Comunità (riducendo il numero di pazienti a 35.000 per ogni struttura), per una vera presa in carico territoriale di pazienti, care givers e famigliari" ha aggiunto.

Infine, a suo parere, "il ruolo dei Comuni continua a non essere per niente considerato, neanche nella scelta delle sedi per le nuove Case della Comunità, come avvenuto con le due Delibere di settembre e ottobre: i Comuni e gli Assessorati al Welfare devono entrare nella cabina di regia e vanno coinvolti nel percorso di rilancio della medicina territoriale. Rimediare a queste mancanze - ha concluso la Consigliera civica - è indispensabile per fornire cure gratuite, rapide e vicine a casa per tutti, altrimenti si tratta di semplici chiacchiere al vento".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli