L'ombra dietro al successo di Bohemian Rhapsody: il regista accusato di molestie

Un fotogramma di Bohemian Rhapsody

Il regista di Bohemian Rhapsody è stato accusato di molestie poche ore dopo aver ricevuto la bella notizia delle candidature al Oscar del suo film, che ha sbancato i botteghini in tutto il mondo diventando per altro uno dei 20 lungometraggi più visti da quando esiste il cinema in Italia.

Su Bryan Singer ci sono almeno quattro accuse, da individui diversi, che pesano sulla sua carriera come macigni. A rivelarlo è stata la redazione di The Atlantic, che ha indagato a lungo sulla faccenda consultando almeno una cinquantina di fonti prima di pubblicare. Ad aggravante delle accuse c’è il dettaglio non da poco sull’età dei molestati, tutti minorenni all’epoca dei presunti fatti.

Il regista e produttore Bryan Singer (Photo by Jason LaVeris/FilmMagic)

Bryan Singer ha respinto le accuse delle presunte vittime, bollandole come ‘completamente inventate’. Ad accusarlo di molestie sono 4 uomini. Uno di essi è Victor Valdovinos, che aveva lavorato con Singer quando aveva 13 anni, sul set de ‘L’allievo’; le molestie sarebbero avvenute in uno spogliatoio, con il regista che avrebbe bloccato il giovane Valdovinos, masturbandolo e toccandolo contro la sua volontà.

Nel 2017 Cesar Sanchez-Guzman raccontò che Singer l’aveva costretto a un rapporto orale durante una festa in uno yacht; all’epoca Sanchez-Guzman aveva 17 anni. Gli altri accusatori hanno preferito mantenere l’anonimato, ma secondo le loro testimonianze Singer sarebbe un uomo problematico, tendente all’uso minaccioso della violenza, incline a frequentare adolescenti vulnerabili.

Sanchez-Guzman ha raccontato che, oltre alle molestie, il regista avrebbe provato, tramite i suoi legali, a metterlo fuori gioco usando la carta delle regole sull’immigrazione, visto il suo passaporto messicano. In questa situazione, non comprovata da alcun tribunale fino ad ora, ci sarebbe una bella dose di abuso di potere.

Nel pezzo di The Atlantic si legge che Singer sarebbe un ‘predatore’, con le mani che cercano sempre di toccare le parti intime, e con l’uso di alcol e di droghe per mettere k.o. la vittima e abusarne approfittando della sua debolezza. Il quadro non è certo confortante, ma attualmente Singer ha negato ogni addebito.

Singer, celebre per i successi nella regia di diversi film targati ‘X-Men’, è stato licenziato dalla regia di Bohemian Rhapsody a film quasi ultimato, a causa dei litigi con i membri del cast e per le continue assenze. Il film è stato completato da Dexter Fletcher, ma i diritti, secondo le regole di Hollywood, rimangono a Singer. La 20th Century Fox aveva acconsentito all’arrivo di Singer nonostante conoscesse già alcune delle accuse di molestie, sebbene in forma di voci, perché il regista era in ottimi rapporti con i membri dei Queen sopravvissuti a Freddie Mercury.

In passato cause contro di lui (intentate dall’attore Michael Egan e da un anonimo) sono cadute per insufficienza di prove e per il ritiro della causa stessa da parte delle presunte vittime. Singer ha dichiarato che i giornalisti di The Atlantic sono ‘omofobi’ e che le accuse sono state montate ad arte prima degli Oscar per godere della visibilità del film.

Se farà la fine di Bill Cosby o avrà il benestare del tribunale come Fausto Brizzi, lo sapremo solo fra qualche mese, dopo che Singer depositerà la causa per diffamazione che avrebbe intenzione di portare avanti.

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