L'Oms chiede scusa alle vittime di abusi in Congo

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Il capo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si è scusato, in riferimento alle accuse di abusi sessuali mosse contro parte del personale dell'OMS definendo quell'inchiesta "straziante" e "una giornata oscura per l'agenzia sanitaria delle Nazioni Unite".

Un'indagine ha identificato più di 80 presunti casi che coinvolgono almeno 21 lavoratori dell'OMS durante la loro missione per un'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'OMS, ha detto:

"Mi dispiace. Mi dispiace per quello che vi è stato fatto dalle persone che sono in forza all'OMS per servirvi e proteggervi. Mi dispiace per le continue sofferenze che questo evento deve causare. Mi dispiace che abbiate dovuto riviverle parlando con la commissione delle vostre esperienze."

Gli abusi, che includevano nove accuse di stupro, sono stati commessi da lavoratori nazionali e internazionali tra il 2018 e il 2020. Le donne locali sarebbero state fatte ubriacare, portate in angoli nascosti degli ospedali e costrette a fare sesso.

L'OMS ha dichiarato che sta rescindendo i contratti di quattro persone che erano ancora impiegate dall'Organizzazione e ha promesso che verranno prese ulteriori misure.

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