L'Oms lancia l'allarme sull'aumento dei contagi

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direttore generale oms
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Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lanciato l’allarme sull’aumento dei casi positivi al coronavirus nelle ultime settimane spiegando che sono stati di più rispetto a quelli diagnosticati nei primi sei mesi della pandemia. Osservando i dati comunicati dai singoli stati emerge che in totale, dall’inizio fino a sabato 21 novembre, i contagi registrati sono stati 58 milioni, le vittime 1,3 milioni e i guariti 40 milioni. Attualmente nel mondo ci sono dunque circa 18 milioni di soggetti diagnosticati attualmente positivi.

Oms sui casi positivi

Durante la consueta conferenza stampa il direttore ha sottolineato anche che le speranze sono ora tutte puntate sui vaccini ma, essendo i tempi incerti, è necessario continuare a “mantenere alta la guardia e rispettare le regole per evitare ulteriori vittime“. Anche perché, come ha fatto notare un altro vertice dell’Organizzazione, i vaccini non arriveranno in tempo per combattere la seconda ondata della pandemia. Molti paesi continueranno a doverla affrontare senza poterne fare uso.

Passeranno almeno quattro o sei mesi prima che ci siano livelli sufficienti di immunizzazione ovunque. I vaccini non dovrebbero essere visti come una pozione magica“, ha affermato il capo dell’emergenza coronavirus Michael Ryan.

Per il momento quelli più promettenti sembrano quelli di Pfizer, Moderna, e AstraZeneca. La prima azienda, il cui antidoto avrebbe un’efficacia del 95%, ha chiesto l’autorizzazione alla Food and Drug Administration per poterlo mettere in commercio. La valutazione dovrebbe giungere nel giro di tre settimane.