L'ondata non smuove l'Ue: chiudere i confini è affare dei singoli Stati

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(Photo: ERWIN SCHERIAU via Getty Images)
(Photo: ERWIN SCHERIAU via Getty Images)

L’Austria introduce l’obbligo vaccinale, primo paese dell’Ue a optare per una misura così drastica e ancora oggetto di dispute costituzionali e politiche ovunque. La Germania a breve potrebbe ristabilire il lockdown generale, come deciso in Baviera oggi e nell’Alta Austria e Salisburgo ieri. La Francia ha già reintrodotto l’obbligo di tampone anti-covid per tutti coloro che arrivano dalle aree in rosso nella mappa europea della Ecdc (European Centre for desease control). Nei palazzi delle istituzioni europee a Bruxelles torna l’allarme pandemia. Ma stavolta la regìa della gestione dei contagi in risalita è più che mai degli Stati. Da parte sua, la Commissione si limiterà a prorogare l’utilizzo del Green pass come strumento per viaggiare nell’Ue, attivo dal 6 luglio scorso.

L’effetto più evidente del nuovo clima di allerta si vede invece all’Europarlamento, che conferma la plenaria a Strasburgo la prossima settimana, ma il presidente David Sassoli è costretto a tornare sui suoi passi, dopo aver eliminato la possibilità del voto a distanza soltanto qualche settimana fa. Oggi Sassoli, che tornerà presente in Parlamento proprio a Strasburgo lunedì dopo due mesi di malattia, propone ai capigruppo di reintrodurre la possibilità di votare da remoto a partire dal 22 novembre. Ieri il presidente aveva ricevuto la lettera firmata da 180 europarlamentari, che contestavano la scelta di imporre sessioni solo in presenza, missiva che aveva portato il Ppe a dividersi: sostenuta da Roberta Metsola, probabile candidata dei Popolari alla presidenza dell’Eurocamera per il rinnovo di metà mandato, mentre il capogruppo Manfred Weber aveva acconsentito alla proposta di Sassoli di svolgere tutti i lavori in presenza. Ma sono discussioni ormai superate dalla nuova decisione del presidente: si può tornare in remoto, se si ritiene.

“Nelle ultime due settimane, la situazione epidemiologica generale all’interno dell’Unione si è deteriorata, con un aumento dei casi e dei ricoveri ospedalieri registrati ovunque - dice Sassoli - Negli ultimi giorni, ho ascoltato le preoccupazioni sollevate da molti di voi. Ho anche consultato il Segretario Generale e il Servizio Medico per preparare una risposta che possa essere la migliore possibile in vista di nuovi sviluppi”. E la risposta è: chi vuole può tornare online.

Resta però l’incertezza sul futuro. La richiesta parlamentare di poter votare da remoto potrebbe avere anche un’altra ricaduta: annullare le plenarie mensili a Strasburgo, tornando all’epoca dei lockdown prima dell’estate quando tutto si svolgeva a Bruxelles. Potrebbe essere devastante per Emmanuel Macron, candidato alle presidenziali di aprile, che a gennaio inizia il semestre francese di presidenza europea. Macron sarebbe costretto a presiedere l’Ue senza poter esibire il ‘gioiellino’ istituzionale di Strasburgo, non proprio un regalo per il suo orgoglio e per la campagna elettorale. Tra l’altro, proprio a Strasburgo, a metà gennaio, si dovrebbe eleggere il nuovo presidente dell’Eurocamera.

In Commissione Europea invece stanno calibrando una nuova raccomandazione sull’unico strumento sul quale Palazzo Berlaymont può agire: il Digital Covid Certificate, che in Italia viene chiamato Green Pass. Il lasciapassare per i viaggi nell’Ue nasce infatti a Bruxelles a ridosso della scorsa estate. Era stato pensato come temporaneo, ufficiosamente per un anno, senza una data di scadenza stabilita a livello ufficiale. Ad ogni modo, la prima riunione dei tecnici per fare il punto della situazione sul Green pass era prevista a marzo dell’anno prossimo. La nuova ondata di contagi in tutt’Europa, benché non del tutto imprevista, costringe la Commissione ad accelerare i tempi. La nuova raccomandazione potrebbe essere annunciata già lunedì. Il Green pass verrà certamente prorogato quale strumento per viaggiare. Su tutto il resto, hanno competenza gli Stati. Semmai la Commissione raccomanderà che il Green pass venga ritenuto valido per al massimo 9 mesi dall’ultimo vaccino.

Ma la soglia di allerta si è decisamente alzata. A Palazzo Berlaymont confermano la possibilità di partecipare fisicamente agli incontri con la stampa, ma oltre le 50 presenze verrà chiesto il Green pass, come prescrivono le nuove misure adottate dal governo belga per frenare i contagi. Di certo, non c’è alcuna intenzione di vietare i movimenti nello spazio Schengen. Ma, anche qui, gli Stati possono agire chiedendo delle deroghe temporanee, che però in passato sono spesso diventate effettive (in Francia per l’allarme terrorismo per esempio) anche se non sarebbe consentito dalle regole.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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