Londra 2012: ecco chi odia le Olimpiadi

Traffico impazzito, cecchini sui tetti, taxi in sciopero, Mossad e Cia che passeggiano per strada. L'altra faccia delle Olimpiadi è quella che non piace a chi a Londra ci abita. E i londinesi sono già sul piede di guerra.

Le corsie olimpiche. Non si parla di quelle su cui sfreccia Usain Bolt, né di quelle in cui Federica Pellegrini cercherà di conquistare una medaglia. Londra si è risvegliata alcuni giorni fa con le “olympic lanes”, le corsie stradali dedicate ai mezzi olimpici. Insomma, chi lavora per i Giochi, gli autobus degli atleti, le macchine dell'organizzazione avranno una corsia dedicata per muoversi più velocemente attraverso la capitale inglese. Tradotto: una corsia stradale in meno per i comuni cittadini che, così, vedranno il già caotico traffico londinese crescere a dismisura.

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Un milione di tifosi. A rendere Londra ancora più caotica, e i suoi abitanti ancora più nevrotici, l'afflusso di tifosi che riempiranno la capitale inglese per il prossimo mese. Sono oltre un milione i biglietti venduti per i vari eventi e la maggior parte di essi è stata acquistata dall'estero. Questo significa che da questi giorni Londra è stata invasa da una folla di turisti cui la città, nonostante sia una delle capitali mondiali del turismo, non è abituata. Un problema che si ripropone ogni quattro anni, ma che è ancora più grave quando tocca una città europea, facilmente raggiungibile da tutti i Paesi occidentali e, soprattutto, una città in cui traffico e caos sono all'ordine del giorno anche normalmente.

Pericolo terrorismo. Se il traffico e il caos portano i londinesi a lamentarsi, a preoccuparli è quell'atmosfera da campo di battaglia che la città inglese sta assumendo. Il rischio terrorismo, infatti, è ai massimi livelli, sia per la paura di gesti eclatanti da parte dell'estremismo islamico sia per il crescente pericolo per gli atleti israeliani. A 40 anni da Monaco '72, infatti, la possibilità che qualcuno voglia “ricordare” la strage olimpica è alta, cresciuta ancora di più dopo l'attentato in Bulgaria. A Londra, infatti, sono sbarcati in massa agenti segreti della Cia e del Mossad che stanno monitorando la sicurezza di atleti e tifosi. I sistemi di sicurezza, i controlli random effettuati in giro per la città, i soldati schierati come a Beirut e i cecchini e i missili terra-aria piazzati sui tetti delle case non sono stati salutati con gioia dai residenti. Che si lamentano e protestano.

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Cinque cerchi poco british. Insomma, a Londra ci si lamenta di tutto. A torto o a ragione, ma ci si lamenta. Il Guardian, pur evidenziando che i problemi ci sono, sottolinea come le proteste dei cittadini siano ingiustificate, visto che quello che la città inglese ha guadagnato da queste Olimpiadi è ben maggiore di ciò che i cittadini devono subire. A partire dalla rinascita di diversi quartieri, soprattutto periferici, fino ad arrivare dalle strutture sportive che sono già state vendute a privati e che verranno sfruttate e utilizzate anche dopo i Giochi. Giochi che, però, sono poco inglesi, come ironizza il tedesco Der Spiegel. Già, perché le Olimpiadi sono uno dei pochi eventi sportivi – e dei pochi sport – non nati in Inghilterra, a differenza per esempio del calcio o del rugby, e secondo i tedeschi è proprio questo a non piacere agli inglesi. Ma Londra 2012 è ormai alle porte. E presto le prodezze dei campioni di tutto il mondo prenderanno il sopravvento e i lamenti passeranno in secondo piano

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