Long Covid, Andrologi SIA: possibili cure da farmaci anti impotenza

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Image from askanews web site
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Roma, 15 set. (askanews) - Proprio dai farmaci per la terapia della disfunzione erettile potrebbe arrivare un'arma in più contro la sindrome post-COVID-19, un problema ormai sempre più diffuso. E' quanto emerso dal congresso nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA), appena concluso a Riva del Garda. Il long-COVID, che si definisce come la persistenza di sintomi dopo 12 settimane dalla negativizzazione, riguarda oltre il 10% dei pazienti che sono stati contagiati e può interessare diversi organi, con la stanchezza come segno più diffuso, perdita di gusto e olfatto e spesso problemi di memoria e concentrazione, definiti come 'nebbia mentale'. Anche la disfunzione erettile può tuttavia comparire proprio come sintomo del long-COVID.

Non sappiamo se la sindrome post-COVID dipenda direttamente dal virus o sia provocata dallo stress e dal trauma connessi all'infezione, tuttavia sappiamo che il virus ha fra i suoi bersagli l'endotelio dei vasi sanguigni e per questo abbiamo deciso di valutare se i farmaci per la disfunzione erettile, che agiscono proprio a questo livello, possano avere un ruolo nella gestione del long COVID", osserva Alessandro Palmieri, presidente SIA e professore di Urologia all'Università Federico II di Napoli. "Alla luce delle prime esperienze cliniche positive, stiamo valutando di avviare uno studio in cui arruolare uomini con una relazione stabile in cui la disfunzione erettile è comparsa contemporaneamente alla diagnosi di sindrome post-COVID - spiega Nicola Mondaini, professore Associato di Urologia presso Università Magna Graecia di Catanzaro -. Accanto a una valutazione psicosessuologica, i pazienti saranno sottoposti a terapia con tadalafil o placebo per 12 settimane, al termine delle quali analizzeremo l'effetto sui sintomi della sindrome oltre che sulla disfunzione erettile. La speranza è che però il miglioramento dell'attività endoteliale promosso da questi farmaci possa non solo risolvere la disfunzione erettile in quanti la manifestano come conseguenza del COVID, ma anche alleviare gli altri disturbi connessi alla sindrome".

L'altra faccia della medaglia dei farmaci per la disfunzione erettile è che dopo il calo dell'attività sessuale e il crollo dei consumi delle 'pillole dell'amore' durante il lockdown, con il cauto ritorno a una vita sociale gli italiani ricomincino anche ad acquistare farmaci per la disfunzione erettile pure sul web, dove però spopolano i falsi spesso venduti come 'integratori naturali'. Così nei prossimi mesi gli esperti temono un incremento del mercato online dei farmaci contraffatti, con grossi rischi per la salute degli uomini. Gli andrologi sottolineano come solo il 10% delle confezioni in vendita sul web contenga il principio attivo giusto e in dose adeguata: "Prima della pandemia il 70% di chi acquistava farmaci sul web lo faceva proprio per comprare Viagra e simili, con un giro d'affari che era stimato in 4-6 miliardi di euro soltanto in Italia. Con la pandemia e le restrizioni sono diminuite drasticamente le occasioni di incontri sessuali e con queste anche le vendite di pillole dell'amore, calate del 37% nei canali ufficiali e altrettanto crollate anche online - spiegano Palmieri e Mondaini - . Con il graduale allentamento del lockdown si sta assistendo al ritorno di una normale vita sessuale e anche agli acquisti di farmaci per la disfunzione erettile; purtroppo, l'impennata dell'e-commerce a seguito dei mesi di lockdown sta dando ancora più vigore alle vendite online, per le quali si stima un boom perfino più ampio rispetto al passato nei prossimi mesi, con rischi enormi per la salute degli uomini".

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