Longobardi (Brancaccio): "Tampone a teatro è follia pura ma sola ipotesi è già un danno"

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"Follia pura: ma anche se si trattasse solo di un'ipotesi cancellata il giorno dopo, il danno è comunque fatto: già registriamo un forte calo nelle prenotazioni dei posti, rispetto ai giorni precedenti". E' quanto riferisce all'AdnKronos Alessandro Longobardi, direttore artistico del teatro Brancaccio di Roma, a proposito della ventilata possibilità che gli spettatori prima di entrare in sala per assistere a uno spettacolo a teatro o vedere un film al cinema, anche se vaccinati e in possesso del green pass, debbano anche presentarsi con un tampone negativo.

"Anche se l'ipotesi non fosse poi confermata, già leggere un titolo su un giornale frena la gente che nel dubbio non prenota il posto, non compra il biglietto, non si abbona - spiega Longobardi - Così si perde credibilità, oltre ai costi che si sommano e ai tempi necessari per stare in regola con l'ingresso a teatro. La preoccupazione che investe tutti noi è anzitutto per la modalità di comunicazione, che non fa mai definitiva chiarezza. Senza contare che, così facendo, imponendo i tamponi ai vaccinati, si fa passare la falsa teoria che il green pass non serve a nulla e che un vaccinato è come un no-vax...".

Per il direttore artistico del Brancaccio, "già la sola ipotesi sta provocando un danno enorme, sta bloccando tutto, davanti a costi che invece sono aumentati e una capienza reale che rispetto ai flussi degli anni precedenti al Covid si sono notevolmente ridotti. E tutto ciò avviene proprio sotto le feste di Natale e di Capodanno, il periodo d'oro per il mondo del teatro. Così, davvero ci distruggono!".

(di Enzo Bonaiuto)

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