L'opinione personale dell'infettivologo del Sacco di Milano

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Massimo Galli
Massimo Galli

Galli ha parlato della terapia con plasma iperimmune del dottor De Donno, morto suicida a 54 anni. L’opinione personale dell’infettivologo del Sacco di Milano durante la puntata di In Onda, su La7.

Plasma iperimmune di De Donno: l’opinione di Galli

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, è intervenuto nuovamente in televisione, nella puntata di In Onda, condotto da Concita De Gregorio e David Parenzo, su La7. Il medico ha voluto dare la sua opinione anche sul caso del suicidio di Giuseppe De Donno, che è stato trovato morto nella sua abitazione di Eremo a soli 54 anni. L’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova si sarebbe impiccato, ma la procura ha deciso di aprire un’inchiesta per chiarire motivazioni e circostanze. Massimo Galli ha parlato della terapia con il plasma iperimmune, scoperta da De Donno.

Plasma iperimmune di De Donno: il parere di Galli sulla terapia

Massimo Galli ha voluto parlare delle cure con il plasma iperimmune, di cui il dottor De Donno era il padre. Una scoperta davvero incredibile quella del medico, che ha salvato la vita a tutte le persone a cui ha dato la sua cura. Una cura davvero molto importante, per cui il medico è stato a lungo emarginato e criticato. “C’è qualche modesta evidenza che possano funzionare se utilizzate nelle persone che sono nei primi stadi dell’infezione. Chiaro però che non avrebbe senso se ci mettessimo a trattare con il plasma tutti i ragazzi che si infettano in questo momento, la grande maggioranza di loro è asintomatica o sviluppa una malattia modestissima” ha commentato Massimo Galli.

Plasma iperimmune di De Donno: applicazione su persone a rischio

Secondo il personale parere di Massimo Galli, la terapia con il plasma iperimmune del medico “trova applicazione esclusivamente in persone che hanno alta probabilità di sviluppare la malattia grave“. L’infettivologo ha sottolineato che andrebbe usata in modo molto selettivo. “Sono molto più interessato in prospettiva alla possibilità dell’utilizzo del plasma per coloro che non rispondono al vaccino e che quindi è opportuno che abbiano un’immunizzazione passiva, a scopo profilattico più che curativo. Ritengo che potrebbe funzionare, ma non ne ho la controprova ovviamente” ha aggiunto Massimo Galli, dichiarando che la cura potrebbe essere provata su coloro che non rispondono al vaccino.

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