Oracolo Nicolò Ammaniti

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BOLOGNA, ITALY - JUNE 09: Italian author Niccolo' Ammaniti attends a public debate for RepIdee Festival at Podesta' Hall of Re Enzo Palace on June 9, 2018 in Bologna, Italy.  (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) (Photo: Roberto Serra - Iguana Press via Getty Images)
BOLOGNA, ITALY - JUNE 09: Italian author Niccolo' Ammaniti attends a public debate for RepIdee Festival at Podesta' Hall of Re Enzo Palace on June 9, 2018 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) (Photo: Roberto Serra - Iguana Press via Getty Images)

Niccolò Ammaniti è uno a cui “piace stare dove si raccontano le cose”. Lo sosteneva già nel 2018 quando si era messo a fare il regista della serie tv “Il miracolo” e gli capitava di doversi difendere dall’accusa implicita di tradimento. Insomma, la domanda sotto sotto era ‘come ci si sente ad aver accantonato la letteratura?’, un po’ come se a Pier Paolo Pasolini fosse stato chiesto ‘perché girare Accattone o Mamma Roma?’, ‘Perché il cinema?’, ‘Forse perché paga di più?’.

È passato qualche anno, lo streaming ha acquisito sempre più forza narrativa, e Ammaniti è tornato a dirigere un’altra serie tv, “Anna”, dal suo romanzo del 2015. Una delle tre storie che non riusciva a scrivere e che aveva in testa da un po’, il che attiene molto al metodo creativo dello scrittore romano, fondato sul concetto di accumulazione. Il gioco è semplice: “Diciamo che accumulo col tempo una serie di trame. Ne ho parecchie a disposizione e poi ne scelgo una che è più adatta al momento personale che sto vivendo”. Una sorta di catalogo personale on demand a cui attingere al momento più opportuno.

“Tutti quelli che mi stanno attorno le conoscono perché gliele ho raccontato mille volte. Adesso mi ero messo a lavorare su una ambientata in un futuro post-apocalittico, un po’ fantascientifico-distopica, molto complicata, che aveva a che fare con i bambini”, raccontava sulla Lettura del Corriere a proposito di “Anna”. “Ammaniti è un raro e prezioso romanziere italiano che ancora inventa, senza lasciarsi tentare dal demone dell’autofiction”, notava sul Foglio Mariarosa Mancuso. Non un guru, un filosofo di se stesso, uno scrittore motivazionale, ma semplicemente un romanziere capace di pensare per immagini. Di collocare stor...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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