L'oro è al livello più alto di tutti i tempi

Alessandro Galiani
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Il coronavirus non si ferma, sembra inarrestabile, e manda l'oro in Paradiso, al livello più alto di tutti i tempi, sopra 1.900 dollari l'oncia, a 1.944 dollari, almeno per ora. "L'oro ha sfondato quota 1.900 dollari, ma il superamento della soglia dei 2.000 dollari l'oncia sembra solo una questione di quando, non di se".

Lo ha detto Barani Krishnan, analista senior sulle commodity di it.investing, ricordando che tra i fattori di incertezza che stanno spingendo l'oro al top ci sono anche le tensioni tra Usa e Cina e la difficile discussione al Congresso sul quinto pacchetto di stimoli statunitense, che non si presenta per niente facile.

Tuttavia non c'è dubbio che il fattore principale resta le diffusione del Covid. Il bilancio dei casi di coronavirus a livello globale ha superato la soglia dei 16 milioni. In Brasile si contano oltre 50.000 casi al giorno, negli Usa i contagi continuano a crescere e superano i 4,3 milioni, mentre i decessi sono quasi 150.000, di cui 91.000, il 68%, dopo le riaperture. Anche in Europa, dopo l'illusione di poter vivere un'estate relativamente normale, torna la paura di una seconda ondata, specie in Spagna che, con quasi 1.000 nuovi casi al giorno, è al momento uno dei Paesi più colpiti dalla nuova impennata delle infezioni, tanto che la Gran Bretagna ha imposto la quarantena a chi torna dalla penisola iberica.

Insomma, l'avanzata del coronavirus non si arresta e innesta la corsa ai beni rifugio. L'oro in primis che, come ricorda Afp, sono 3 mila anni, dalle prime miniere degli antichi egizi, che è il bene rifugio per eccellenza e che, fino al 1971, è stato alla base dei sistemi monetari di tutto il mondo. Ora, come nota il Financial Times, l'oro avanza, mentre il dollaro arretra e, questa relazione inversa non è casuale.

L'oro avanza per l'emergenza Covid che negli Stati Uniti, la prima economia mondiale, rischia seriamente un deragliamento della sua ripresa economica, a causa del'impennata della pandemia e della necessità di riavviare in molti Stati i lockdown. Oggi l'indice del dollaro, che misura la valuta Usa rispetto a un paniere di diverse altre monete, è sceso dello 0,5%, al suo livello più basso da giugno 2018.

"Chiaramente il dollaro Usa viene davvero messo in discussione molto apertamente. La domanda è: se sei negativo sul dollaro, su cosa sei positivo?", ha commentato al Ft, Robert Rennie, responsabile globale della strategia di mercato presso Westpac. "L'oro è l'unico mercato di attività che sta realmente riflettendo i maggiori rischi derivanti dall'aumento delle tensioni geopolitiche" aggiunge Rennie.

A proposito di dollaro debole, va ricordato che anche l'euro è schizzato sopra 1,17 dollari, al top da 22 mesi. Per la verità il rally dell'euro sul biglietto verde è cominciato circa una settimana fa, all'annuncio dell'accordo europeo sul Recovery Fund, il quale ha rappresentato un segnale importante per gli investitori, che hanno percepito l'area euro come più sicura degli Stati Uniti e hanno iniziato a scommettere sulla divisa unica.

Anche il petrolio ha iniziato a calare meno, per l'indebolimento del biglietto verde. Insomma, il record dell'oro è la punta dell'iceberg di una catena di eventi economici che sta cambiando velocemente lo scenario internazionale. Finora Wall Street ha retto bene al coronavirus, ma fino a quando durerà?

Le tensioni tra Cina e Usa non aiutano e il negoziato sugli stimoli al Congresso rischia di impantanarsi in una prolungata discussione estiva, mentre tra meno di sette giorni scade il sussidio da 600 dollari a settimana che finora ha aiutato i senza lavoro e ha puntellato i consumi Usa. Insomma, la prospettiva non è rosea. D'altra parte, quando il prezzo dell'oro vola, non è mai un buon segnale per l'economia.