L'orso M49 è stato beccato. Ma solo dalle fototrappole

marco marangoni
L'orso bruno M49, il grande ricercato di questi giorni in Trentino, è vivo. La conferma arriva dallo scatto della foto-trappola posizionata tra i boschi della Marzola, la montagna che si trova a est di Trento verso la Valsugana, che risale alle ore 22,54 di mercoledì.L'orso, stando alle immagini fornite dalla Provincia Autonoma di Trento, non è andato lontano: si trova in una zona abbastanza vicina sia al recinto dell'area faunistica del Casteller, da dove è fuggito all'alba del 15 luglio, che dalla zona in cui martedì alle 9,29 era stato 'foto-trappolato'.Nei confronti dell'orso, considerato 'problematico' per essersi reso autore di numerosi attacchi a greggi e selvaggina, pende un ordine di abbattimento che, come ha precisato il governatore trentino Maurizio Fugatti nell'emettere l'ordinanza, sarà attuato "solo nel caso in cui vi possa essere un pericolo concreto per l'uomo".Per il momento M49, comunque braccato da quattro squadre di forestali, dovrebbe trovarsi in un'area ristretta ma che a fondovalle è comunque abitata. Ora che è sceso tra i boschi del versante della Valsugana potrebbe trovare nei pressi del lago di Caldonazzo i paesini di Vigolo Vattaro, Bosentino, Valcanover e Susà.Nel frattempo il ministro all'Ambiente Sergio Costa segue la vicenda rinnovando l'invito a "non ucciderlo". La fuga di M49, che sta riscuotendo un grande interesse sia tra la popolazione che tra i media, era entrata nel vivo dopo la cattura da parte del personale del Corpo Forestale Trentino attorno alle ore 22,30 di domenica 14 luglio sulle montagne di Val San Valentino, nel territorio di Porte di Rendena non distante da Tione.Una volta catturato era stato portato nell'area faunistica del Casteller, a Trento Sud. Durante le operazioni all'interno del recinto a M49 era stato tolto con un radiocomando il radiocollare che nei mesi scorsi consentiva il monitoraggio dei suoi movimenti. Poco prima delle 5 la "grande fuga". M49 è riuscito a scavalcare prima la recinzione interna che divideva la sua gabbia da quella dell'orsa DJ3, quindi una doppia recinzione elettrica che può arrivare a 7.000 volt ed infine una barriera metallica alta quasi quattro metri. Ora è braccato dai forestali.L'orso M49 è stato nuovamente immortalato da una foto-trappola. L'ultima testimonianza ufficiale è quella delle ore 22,54 di ieri sera ai piedi della Marzola, la montagna ad est rispetto alla città di Trento verso la Valsugana, pare non distante dall'abitato di Bosentino. "Questa notte dall'ansia che avevo per tutta questa vicenda mi sono dimenticato all'aperto asini e galline ma l'orso non ha 'cenato' con loro. E' un teatrino mediatico, basti pensare che in vetta alla Marzola da qualche giorno c'è un gregge con un centinaio di pecore senza pastore".Paolo Betti, gestore del rifugio Maranza, struttura ricettiva nel cuore del massiccio della Maranza, la montagna a sud-est di Trento dove stato avvistato M49 ridimensiona i toni allarmistici di queste ore. Il rifugio si trova a 1.075 metri ed è punto di partenza per escursioni che portano alle due cime della Marzola e luogo di soggiorno di colonie estive dei bambini di Trento. "I forestali ieri mi hanno detto di sconsigliare ai miei ospiti le escursioni nel bosco per il possibile rischio di incontrare l'orso, ma i 'miei' bambini delle colonie estive che fanno parte di un'associazione sono qui tutti sereni e beati e oggi effettueranno attività dentro il bosco".

L'orso bruno M49, il grande ricercato di questi giorni in Trentino, è vivo. La conferma arriva dallo scatto della foto-trappola posizionata tra i boschi della Marzola, la montagna che si trova a est di Trento verso la Valsugana, che risale alle ore 22,54 di mercoledì.

L'orso, stando alle immagini fornite dalla Provincia Autonoma di Trento, non è andato lontano: si trova in una zona abbastanza vicina sia al recinto dell'area faunistica del Casteller, da dove è fuggito all'alba del 15 luglio, che dalla zona in cui martedì alle 9,29 era stato 'foto-trappolato'.

Nei confronti dell'orso, considerato 'problematico' per essersi reso autore di numerosi attacchi a greggi e selvaggina, pende un ordine di abbattimento che, come ha precisato il governatore trentino Maurizio Fugatti nell'emettere l'ordinanza, sarà attuato "solo nel caso in cui vi possa essere un pericolo concreto per l'uomo".

Per il momento M49, comunque braccato da quattro squadre di forestali, dovrebbe trovarsi in un'area ristretta ma che a fondovalle è comunque abitata. Ora che è sceso tra i boschi del versante della Valsugana potrebbe trovare nei pressi del lago di Caldonazzo i paesini di Vigolo Vattaro, Bosentino, Valcanover e Susà.

Nel frattempo il ministro all'Ambiente Sergio Costa segue la vicenda rinnovando l'invito a "non ucciderlo". La fuga di M49, che sta riscuotendo un grande interesse sia tra la popolazione che tra i media, era entrata nel vivo dopo la cattura da parte del personale del Corpo Forestale Trentino attorno alle ore 22,30 di domenica 14 luglio sulle montagne di Val San Valentino, nel territorio di Porte di Rendena non distante da Tione.

Una volta catturato era stato portato nell'area faunistica del Casteller, a Trento Sud. Durante le operazioni all'interno del recinto a M49 era stato tolto con un radiocomando il radiocollare che nei mesi scorsi consentiva il monitoraggio dei suoi movimenti. Poco prima delle 5 la "grande fuga". M49 è riuscito a scavalcare prima la recinzione interna che divideva la sua gabbia da quella dell'orsa DJ3, quindi una doppia recinzione elettrica che può arrivare a 7.000 volt ed infine una barriera metallica alta quasi quattro metri. Ora è braccato dai forestali.

L'orso M49 è stato nuovamente immortalato da una foto-trappola. L'ultima testimonianza ufficiale è quella delle ore 22,54 di ieri sera ai piedi della Marzola, la montagna ad est rispetto alla città di Trento verso la Valsugana, pare non distante dall'abitato di Bosentino.  "Questa notte dall'ansia che avevo per tutta questa vicenda mi sono dimenticato all'aperto asini e galline ma l'orso non ha 'cenato' con loro. E' un teatrino mediatico, basti pensare che in vetta alla Marzola da qualche giorno c'è un gregge con un centinaio di pecore senza pastore".

Paolo Betti, gestore del rifugio Maranza, struttura ricettiva nel cuore del massiccio della Maranza, la montagna a sud-est di Trento dove stato avvistato M49 ridimensiona i toni allarmistici di queste ore. Il rifugio si trova a 1.075 metri ed è punto di partenza per escursioni che portano alle due cime della Marzola e luogo di soggiorno di colonie estive dei bambini di Trento. "I forestali ieri mi hanno detto di sconsigliare ai miei ospiti le escursioni nel bosco per il possibile rischio di incontrare l'orso, ma i 'miei' bambini delle colonie estive che fanno parte di un'associazione sono qui tutti sereni e beati e oggi effettueranno attività dentro il bosco".