Lory Del Santo: "Ho conosciuto David Bowie a New York: c’era alchimia tra noi. Fu una notte incredibile"

(Photo: Vincenzo Lombardo via Getty Images)

La notte in cui ha incontrato David Bowie, Lory Del Santo la ricorda bene. La showgirl è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, raccontando quell’incontro che definisce “incredibile”.

“Io ho conosciuto David Bowie a New York”, dice, “Era molto interessante. Non mi sono neanche fatta la foto con lui, anche se avevo la macchinetta in borsa, solo perché c’era anche Eric Clapton. Eravamo in una Limousine io, Eric, Bowie e una ragazza di playboy. Fu un incontro incredibile, David era un oratore affascinante, pazzesco. Non ho potuto approfondire la conoscenza perché ero impegnata. Cercava di convincere Eric di fare l’attore, ma lui non voleva saperne. C’era un’alchimia tra di noi credo. Amavo il suo modo di parlare, la sua apertura all’arte nel senso proprio del termine. Mi aveva conquistato”.

La Del Santo ha seguito il Festival di Sanremo e non ha dubbi su quale sia stata la stella più luminosa del Festival: “Achille Lauro lo conosco, mi è capitato di incontrarlo in una trasmissione a Napoli. Abbiamo fatto amicizia, ci eravamo promessi di rivederci. Già all’epoca, anche se non era ancora affermato come oggi, era interessante. Ci sta mettendo dello stile, questo per me è importante. Serve creare in chi ti ascolta un immaginario, soprattutto se non hai una voce incredibile. Ha un’immagine prepotente, approvo assolutamente quello che ha fatto. Approvo il suo look anche perché a Sanremo ho visto tanti vestiti sbagliati. Anche le donne hanno smesso di osare. A parte Elodie. Achille Lauro è stato l’unica stella che ha brillato”. 

Nel corso dell’intervista, parla anche della condizione delle donne, tematica al centro della settantesima edizione della kermesse: “Per arrivare a una parità c’è ancora molto da fare, spero nella prossima generazione. Ancora oggi ci sono troppi uomini che pensano di avere il possesso della donna. Soprattutto sulle mogli o sulle fidanzate. Prima o poi questa mentalità arretrata si eliminerà. La cultura del possesso va abolita. Bisogna smetterla di dire ‘sei mia’ o ‘sei mia per sempre’. Il per sempre non esiste. Si sta insieme, si condivide, ma non si deve considerare una persona come una proprietà”. 

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