L'Ospedale Fiera è realtà. Bertolaso: "Promessa mantenuta". Fontana: "Sarà simbolo della vittoria"

È pronto ad accogliere i primi pazienti Covid-19 l’Ospedale realizzato nella Fiera di Milano per volontà della Regione Lombardia. “Abbiamo fatto in 10 giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno”, ha detto questa mattina in conferenza stampa alla Fiera MiCo il presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, presentando l’apertura dell’ospedale realizzato nel polo fieristico, che riceverà i pazienti malati di Coronavirus a partire dalla fine di questa settimana.

Il nuovo ospedale dedicato alle terapie intensive per Covid-19 sarà l’equivalente di un “grande reparto” del Policlinico e rappresenta, al momento, “la più grande struttura di terapia intensiva in italia”. La struttura, come ha spiegato in conferenza stampa Ezio Belleri, dg del Policlinico di Milano, a regime conterà 200 posti letto, di cui i primi 28 saranno operativi già nei prossimi giorni. Nell’ospedale lavoreranno 200 medici, 500 infermieri e altre 200 figure.

L’ospedale della Fiera “sarà il simbolo della battaglia vinta contro il coronavirus e il simbolo della ripresa della nostra regione”, ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Ma, ha precisato Fontana, “con una condizione: non abbiamo ancora vinto niente per cui non diffondiamo troppo entusiasmo. La gente deve stare a casa perché solo così potremo vincere”.

La realizzazione del nuovo ospedale è stata “molto più dura e rognosa di quanto ci aspettassimo, un lavoro impastato di fatica, fatto senza dormire e nell’ansia di fare il nostro lavoro nel più breve tempo possibile”, ha osservato Pazzali. “Siamo qui per prendere atto di un risultato ma non per gioirne. Non siamo contenti di aver fatto un buon lavoro, è una cosa che non avrei mai voluto fare”, ha aggiunto il presidente della Fondazione. “Siamo di fronte a una situazione drammatica, abbiamo fatto il meglio che si poteva fare in 10 giorni con impegno e passione. Facciamo fatica a sorridere: Milano e la Lombardia stanno facendo una battaglia incredibile, e con questo ospedale abbiamo cercato di fare qualcosa di aiuto a questa battaglia”.

Durante la conferenza stampa è stato letto un messaggio di Guido Bertolaso, il commissario per l’emergenza coronavirus nominato dalla Regione Lombardia, che nei giorni scorsi è stato ricoverato per Coronavirus. “Abbiamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta”, ha scritto Bertolaso, che dalla sua camera continua a dare “ordini e indicazioni”, hanno fatto sapere i suoi.

“Il motivo per cui ho accettato l’incarico è la mia storia: se il mio Paese chiama, io rispondo. Al grido di aiuto dell’Italia si risponde sempre, anche quando ci sono rischi. Rischi a cui sapevo si andare incontro. Sono fiero di aver accettato l’incarico e lo porterò a termine”, ha scritto. “La promessa è stata mantenuta: non abbiamo fatto un ospedale da campo come in passato, né un lazzaretto, ma un ospedale specializzato e realizzato nel rispetto del paziente e degli operatori sanitari”, ha avvertito Bertolaso. Nell’ospedale della Fiera “il paziente è centrale”. “Il presidente della Regione Attilio Fontana - ha concluso Bertolaso - mi ha accolto e io ho trovato competenza e capacità organizzativa. La scelta del governatore di realizzare questa struttura è essenziale e può essere replicata in altre regioni e scenari internazionali”.

Il governatore Fontana ha esposto anche l’ipotesi - emersa da colloquio con il governo - che l’ospedale della Fiera diventi una struttura permanente. “Dai colloqui che ho avuto con il ministro Speranza e il presidente Conte ci può essere la decisione di lasciare definitivamente questo hub di rianimazione come punto di riferimento del nord”. Palazzo Chigi - ha spiegato il governatore - starebbe valutando l’apertura di tre grandi centri nazionali dedicati alle emergenze sanitarie: Milano e poi “uno al centro Italia e uno al sud” e questo “in previsione che eventi del genere si possano ripetere”. L’idea, quindi, sarebbe quella di “lasciare la struttura in difesa di eventuali estreme situazioni” ma - ha concluso Fontana - sono “scelte che faremo insieme al governo”.

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