L'ospedale pediatrico di Kherson: "Così salviamo i bambini dalla deportazione"

L'ospedale pediatrico di Kherson: "Così salviamo i bambini dalla deportazione"

Già a poche ore dall'avvio dell'invasione da parte della Russia, un ospedale pediatrico di Kherson, nel Sud dell'Ucraina, ha cominciato a riflettere su cosa potesse fare il personale sanitario per salvare i bambini presenti nella struttura. I russi, infatti, sono sospettati di sequestrare gli orfani e di inviarli nel loro Paese. Per evitarlo, sono state fabbricate cartelle cliniche false, con l'obiettivo di far risultare i piccoli troppo malati per poter essere trasferiti.

Secondo le autorità locali sarebbero stati trasferiti mille bambini

"Avevamo paura di spostare i bambini all'orfanotrofio e perciò li tenevamo tutti con noi. Quelli che erano qui per le cure, ma anche quelli che avrebbero dovuto essere mandati via. Penso che sia stata una decisione giusta, perché l'orfanotrofio è stato poi evacuato. Questi bambini invece sono rimasti qui. Abbiamo fatto del nostro meglio per non farli vedere, per salvarli", ha dichiarato Olga Pilyarska, responsabile del reparto cure intensive dell'ospedale pediatrico di Kherson.

L'accusa, nei confronti della Russia, non è nuova. Si sospetta che possano essere state effettuate deportazioni verso territori russi o controllati da Mosca, Le autorità locali di Kherson affermano che mille bambini sarebbero stati sottratti nella regione dall'inizio della guerra, senza che sia stato indicato dove si trovino attualmente. Un numero che, secondo i residenti, avrebbe potuto essere ben più alto, se non fosse stato proprio per gli sforzi della comunità locale.

La Russia respinge le accuse

"Non ci sono più bambini in alcun orfanotrofio di Kherson - ha aggiunto Galina Lugova, capo dell'amministrazione militare di Kherson -. Sono stati tutti portati via dagli occupanti. Non conosciamo il loro destino, così come quello dei bambini che sono stati prelevati dagli istituti scolastici della città. Sappiamo che sono stati portati sulla riva sinistra del fiume Dnepr, ufficialmente per trascorrere le vacanze autunnali. Ma i genitori hanno dovuto consegnare i certificati di nascita originali. In sostanza, è stata la deportazione dei nostri figli, ed è stata la distruzione della nostra nazione ucraina".

Da parte loro, le autorità russe hanno ripetutamente respinto le accuse, affermando che i casi di trasferimenti di bambini sono legati unicamente alla necessità di proteggerli dal conflitto.