L'Osservatore Romano commenta il Censis: l'uomo debole è più forte

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Città del Vaticano, 7 dic. (askanews) - Gli italiani vorrebbero gli uomini forti, dice il Censis, e l'Osservatore Romano chiosa con San Paolo: "Quando sono debole, è allora che sono forte".

In un editoriale del direttore, intitolato "La forza dell'uomo debole", il giornale vaticano rileva che "sembra essersi sbiadita nel tempo la forza del racconto dei nostri nonni su quando in Italia c'era un uomo solo e forte al comando".

Rispetto a uomini forte come Adolf Hitler, "lo sguardo di Cristo è diverso, è di chi conosce e riconosce la fragilità dell'uomo e prova a costruire su di essa chiedendo la libera e responsabile collaborazione dell'uomo stesso", scrive Andrea Monda. "La storia della Chiesa peraltro dimostra questo (e i cattolici dovrebbero ricordarlo sempre), come ha efficacemente colto lo scrittore inglese Chesterton quando racconta a modo suo la fondazione dell'istituzione ecclesiale da parte di Gesù: 'Quando, in un momento simbolico, stava ponendo le basi della Sua grande società, Cristo non scelse come pietra angolare il geniale Paolo o il mistico Giovanni, ma un imbroglione, uno snob, un codardo: in una parola, un uomo. E su quella pietra Egli ha edificato la Sua Chiesa, e le porte dell'Inferno non hanno prevalso su di essa. Tutti gli imperi e tutti i regni sono crollati, per questa intrinseca e costante debolezza, che furono fondati da uomini forti su uomini forti. Ma quest'unica cosa, la storica Chiesa cristiana, fu fondata su un uomo debole, e per questo motivo è indistruttibile. Poiché nessuna catena è più forte del suo anello più debole'".