The lost daughter, Gyllenhaal: Ferrante mi ha affascinato

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Image from askanews web site
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Venezia, 3 set. (askanews) - "The lost daughter" di Maggy Gyllenhall film in concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia è tratto dall'omonimo romanzo della misteriosa scrittrice Elena Ferrante. Protagonista Olivia Coleman, nel casto anche Alba Rohrwacher, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard (marito della regista).

Il film indaga il tema delicato della maternità negata, delle contraddizione che opera nella psiche della protagonista che osserva in spiaggia il rapporto madre e figlia sentendosi improvvisamente coinvolta nella complessità di quel rapporto, viscerale ed esclusivo.

Gyllenhaal ha spiegato di avere letto anni fa i racconti napoletani di Elena Ferrante "ho pensato questa donna è complicata in realtà capisco quello che sente, mi sono approcciata ai libri di Ferrante rendendomi conto che faceva emergere verità segrete del mondo femminile, così mi sono detta perché non farne un film".

Maggie Gyllenhaal è un'attrice di successo tuttavia ha raccontato di avere sempre avuto la vocazione della regista. "Una delle cose principali che ho imparato è che sono sempre stata una regista ma mi sembrava di non avere il titolo per ammetterlo a me stessa. Mike Nichols mi ha influenzato ho trascorso indicazioni che mi hanno colpito mi piace come esempio".

L'attrice britannica, Olivia Coleman interpreta la protagonista Leda: "So che tutti vorrebbero essere una persona ma sono un'altra ed e' stato bello rappresentare una persona che si comporta male, fa cose che io non farei mai anche se magari le penso".

Dakota Johnson interpreta la giovane madre che Leda osserva da lontano con maniacale interesse. "Man mano che passano gli anni - ha sottolineato l'attrice -riconosco in me stessa tante donne. Per il mio personaggio è così. A volte non mi sono sentita a mio in questo ruolo, a volte mi ha fatto male questo coinvolgimento. Per me è stato un ruolo difficile".

Il romanzo di Elena Ferrante mette a nudo il tema tabù dell'istinto materno. "Come attrici e come donne - ha evidenziato la regista -ci rappresentiamo in modo fantasioso rispetto a ciò che siamo, penso che ci siano madri che hanno pensato di sbattere la porta e lasciare i figli e non c'è nulla di cui stupirsi".

Maggie Gyllenhaal ha Inizialmente seguito la struttura del libro "poi le cose sono cambiate e sono entrata nel vivo. Ho cercato di fare mio il libro". La regista non ha sveltato il mistero sull'identità di Ferrante. "Abbiamo parlato solo con lettere e sono comunicazioni belle che custodisco, lei mi ha detto che potevo adattare il libro ma il contratto era nullo se non facevo la regista, e dopo quella lettera sul Guardian ha letto la sceneggiatura e mi ha dato il suo sostegno. Lei mi ha anche detto che la protagonista non doveva essere pazza, non era un disagio mentale pensare e fare quello che nel libro fa Leda".

Anche Alba Rohrwache ha un piccolo ruolo: "Maggie me l'ha chiesto in un modo così gentile e l'ho fatto perchè Maggie è una meravigliosa regista".

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