Lotta al Parkinson, Toscana lancia alleanza con mondo pugilato

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Firenze , 28 gen. (askanews) - Gli allenamenti del pugilato per contrastare i sintomi del Parkinson. È la strategia innovativa messa in campo dall'associazione "Un gancio al Parkinson" per limitare i danni di una malattia degenerativa che solo in Toscana conta oltre 20.000 casi, dei quali 2.000 a Firenze. Un morbo che irrigidisce progressivamente i muscoli, rendendo difficili i movimenti e la parola e che, in questi anni, ha colpito anche personaggi famosi come Papa Giovanni Paolo II e l'ex campione dei pesi massimi, Muhammed Alì. Ma proprio dal mondo del pugilato arriva oggi un prezioso aiuto, utile per rallentare il corso della malattia.

L'attività dell'associazione e i suoi risultati sul Parkinson sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa dall'assessore al diritto alla salute e al welfare Stefania Saccardi, assieme al presidente dell'associazione Maurizio Bertoni.

"In Toscana i pazienti con Parkinson sono più di 20.000, più donne che uomini, e negli ultimi anni l'età di esordio si è progressivamente abbassata, ci sono pazienti anche di 40-50 anni - dice l'assessore Saccardi - In Regione abbiamo costituito un gruppo di coordinamento per il monitoraggio del percorso terapeutico della malattia, anche per scongiurare i problemi di carenza dei farmaci, che si sono verificati in passato; e abbiamo una stretta collaborazione con l'Associazione dei pazienti parkinsoniani. Guardiamo con favore a questa nuova esperienza, che consente di contrastare i sintomi e rallentare il corso della malattia".

"La boxe - afferma il dottor Maurizio Bertoni -, oltre ad essere uno degli sport più antichi al mondo, è anche uno dei più completi, perché sviluppa coordinazione dei movimenti, equilibrio, riflessi, ed elasticità dei muscoli. Allenare queste qualità, che si perdono in occasione di patologie neurodegenerative, come appunto il Parkinson, migliora sensibilmente la qualità di vita dei pazienti, anche in fase avanzata della malattia".