Lotta all'inflazione: la Bce alza ancora i tassi di interesse

Lotta all'inflazione: la Bce alza ancora i tassi di interesse

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di aumentare di 75 punti base tutti e tre i tassi di interesse chiave.

È stretta: i tassi salgono

Di conseguenza, il tasso sui depositi è salito all'1,5%, quello sulle operazioni di rifinanziamento al 2% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,25%, con effetto dal 2 novembre 2022.

Il punto è che, come altre banche centrali, la Bce sta utilizzando una serie di rialzi dei tassi per tenere sotto controllo l’inflazione, con il rischio di rallentare la ripresa economica al punto da innescare una flessione.

In Eurozona, secondo gli ultimi dati aggiornati, i prezzi al consumo sono aumentati al 9,9% a settembre. Tuttavia, all’orizzonte si vede una recessione, o comunque una contrazione, come preannunciato dalla stessa Lagarde in alcuni interventi.

In primo piano l'altra azione della normalizzazione della politica monetaria della BCE: la riduzione della liquidità in eccesso versata dalla banca centrale dal 2015, in particolare in relazione ai prestiti con condizioni di remunerazione molto vantaggiose concessi dall'istituto di Francoforte durante la crisi (TLTRO)

Il Consiglio direttivo ha deciso di adeguare i tassi di TLTRO III: dal 23 novembre 2022 fino alla data di scadenza o alla data di rimborso anticipato della relativa operazione TLTRO III in essere, il tasso di interesse sulle operazioni TLTRO III sarà indicizzato alla media dei tassi di interesse chiave della BCE in quel periodo.

Il Consiglio direttivo ha inoltre deciso di offrire alle banche ulteriori date per i rimborsi anticipati volontari. In ogni caso, il Consiglio direttivo valuterà regolarmente il contributo delle operazioni di rifinanziamento mirate all'orientamento della politica monetaria.

A rischio la crescita

Mentre i governi europei prevedono miliardi di euro per sostenere il potere d'acquisto e le imprese, il rapido inasprimento della politica monetaria non viene accolto unanimemente con favore.

Il nuovo primo ministro italiano Giorgia Meloni ha sottolineato il "rischio" di un aumento dei tassi di interesse, soprattutto "per gli Stati membri con un elevato debito pubblico".

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato a non "rompere la domanda" per contenere l'inflazione.

Per Berlino, al contrario, è importante non "contrastare le misure della banca centrale" sostenendo troppo la domanda.

A luglio la BCE ha posto fine a oltre un decennio di tassi di interesse bassissimi per sostenere i prezzi.

Bilancio in primo piano

La BCE sa che ci si aspetta che riduca il suo bilancio per allinearlo agli sforzi compiuti per combattere l'inflazione. Il bilancio è salito a 8.800 miliardi di euro grazie ai programmi di acquisto di asset per sostenere l'economia. Ma, dato il rischio di scuotere i mercati finanziari, gli analisti ritengono che l'inizio di qualsiasi "stretta quantitativa" - non reinvestendo le obbligazioni in scadenza - sia ancora lontano.

"I recenti eventi nel Regno Unito, che hanno costretto la Banca d'Inghilterra a fare marcia indietro sugli acquisti di obbligazioni, potrebbero essere considerati un utile promemoria del fatto che qualsiasi ritiro aggressivo di liquidità rischia di essere molto dirompente per il mercato obbligazionario e la trasmissione della politica monetaria", osserva Frederik Ducrozet, chief economist di Pictet Wealth Management.