L'ottava vita dei 50 gatti nel fortino della droga milanese

Annalisa Cretella
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AGI - In Via Gola, fortino della droga milanese, tra case occupate, gruppi di persone con pugni chiusi che stringono le dosi da vendere, a tutte le ore, e cassonetti puntualmente incendiati a Capodanno come prova di forza nella terra di nessuno, trova spazio l'amore per i gatti.

La colonia felina che abita in questa strada, sulla sponda dei frequentatissimi navigli, di sicuro ha una vita in più: l'ottava, a pensare a quante vicissitudini hanno passato le bestiole.

Anni fa furono a rischio sfratto perché la loro casetta-rifugio all'interno del cortile del condominio popolare era stata considerata dall'ente che lo gestisce, l'Aler, abusiva. Poi una mobilitazione social, li salvò.  E oggi, 17 febbraio, giornata dedicata alla festa del gatto, non potevamo non occuparci di loro.

Erano rimasti senza 'gattara' e senza cibo ma adesso c'è Condomicio

La rinascita ha un nome: si chiama “Condomicio Popolare Gola 7”. Ed è dovuta alla tenacia, all'impegno di tempo ed economico, di una donna, Lorena Guzzaloni la ‘storica' “coadiuvante” della titolare della colonia, Rosanna Negri che con suo marito Roberto Quadrelli dopo diversi anni non ce l'ha fatta più a seguirla, per motivi di salute e di età.

Lorena che nel frattempo ha cambiato casa e zona, non se l'è sentita di abbandonare i trovatelli, e insieme a Daniela Cremonesi e Leandra Racina ha preso in mano la situazione.

E' lei che ha raccontato all'AGI gli ultimi sviluppi, a lieto fine, della storia dei gatti vagabondi di via Gola, dei volontari che portano cibo e coperte di lana, e di chi fa donazioni, perché sfamare 50 bocche con palati diversi non costa poca: “abbiamo alcuni gatti molto vecchi, uno di loro, la nostra mascotte, si chiama Corason, per una malattia non ha più i denti e non riuscirebbe a mangiare i croccantini”.

“Eccezionale la veterinaria Elisabetta Pitruzzella che lo ha operato, lo ha tenuto per venti giorni con sé".

Il rosso Corosan lo 'sdentato' è il simbolo della colonia

"Qui serve di tutto ma i benefattori ci sono e ci stanno aiutando. Da Claudio il professore che ha donato 100 euro, a tante persone che ci supportano come possono”.

Tra le tre ‘gattare', quella che abita ancora nei paraggi della colonia è Leandra, per tutti Lea. E' lei che sfama lo squadrone, va a riempire le ciotole e cambiare l'acqua, ogni giorno, prima e dopo essere andata in ufficio.

Insomma un enorme lavoro di squadra, che adesso che la ‘famiglia' si è allargata è difficile da sostenere. Basti pensare a pappa e cure mediche.

Le spese mediche e il cibo sono a carico di chi gestisce la colonia

“Le spese sanitarie sono a carico mio e di chi gestisce la colonia – spiega Lorena Guzzaloni -.  All'inizio quando la registrammo i gatti erano 12, adesso sono oltre 50. Dobbiamo rivedere i documenti perché il Comune di Milano fornisce del cibo in base al numero degli ‘ospiti'”.

Anche se si tratta di mini forniture. “Andiamo al gattile di Linate a prendere scatolette e pacchi di quello che ci danno, ma solo ogni 2-3 mesi e comunque non bastano mai” continua Lorena.

L'appello sui social

Insieme alle altre due volontarie ha lanciato un appello sui social per sensibilizzare gli amici degli animali: “noi siamo una colonia povera e non ce la facciamo più con le nostre forze e con quello che ci dà il Comune”.

E sta funzionando. ”Qualcuno ci ha regalato delle gabbie-trappole nuove, decine di scatolette e siamo in entrati in contatto con altre associazioni mosse dai nostri stessi obiettivi”. Bene ma non ancora benissimo.

Di certo via Gola resta una delle vie più difficili di Milano, “e in passato c'è stato anche qualcuno che ha ammazzato dei gatti” ma la tenacia di Lorena, Daniela e Lea sta creando un senso di comunità. Semi di rinascita.