Lovokomeio, l'antica colonia per lebbrosi in Grecia

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Grecia, la storia del lebbrosario abbandonato
Grecia, la storia del lebbrosario abbandonato

L’isola greca di Chios ospita un complesso di edifici abbandonati che celano, tra le proprie rovine, una storia tanto drammatica quanto antica. Le numerose strutture, infatti, vennero realizzate nel XIV secolo per essere impiegate come lebbrosario, oggi abbandonato.

Origine e costruzione del lebbrosario di Lovokomeio

Il lebbrosario di Lovokomeio è stato costruito nel 1378 e fu il primo fabbricato rivolto alle persone affette dalla malattia di Hansen o da altre patologie contagiose della pelle eretto in Grecia nonché una delle poche strutture del genere esistenti in Europa. All’epoca, simili colonie venivano istituite per isolare i soggetti infetti dalla società, impedendo loro di contagiare altri membri della popolazione.

Talvolta, però, le scarse conoscenze legate alla malattia di Hansen inducevano a compiere tragici sbagli, inviando presso le colonie anche persone che avevano contratto malattie della pelle non trasmissibili ed estremamente differenti dalla lebbra.

Nel corso del Medioevo, inoltre, gli abitanti del Vecchio Continente erano terrorizzati dalla lebbra e si erano convinti che l’epidemia rappresentasse una punizione inviata sulla Terra da Dio per castigare gli uomini rispetto ai peccati commessi. Proprio l’interpretazione religiosa insita nel fenomeno, quindi, portò i greci a costruire una chiesta dedicata a San Lazzaro, patrono dei lebbrosi, collocata in prossimità della colonia di Lovokomeio.

Le condizioni di vita dei malati nella colonia greca

I malati ospitati nel lebbrosario di Lovokomeio, seppur costretti ad allontanarsi dalle rispettive famiglie, avevano l’opportunità di trascorrere i propri giorni lontano dagli sguardi carichi di orrore e disgusto della gente e di soggiornare in case circondate da un’ampia e suggestiva pineta.

Nelle colonie, i responsabili impiegati tentavano in ogni modo di garantire ai pazienti di vivere la propria esistenza in modo normale fornendo, ad esempio, libri per bambini, medicine oppure occupandosi del bucato.

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Il declino dell’isola di Chios

Nel 1821, l’isola di Chios divenne uno dei luoghi in cui si concentrarono maggiormente gli scontri provocati dalla guerradi indipendenza greca. Il contesto bellico compromise notevolmente il lebbrosario di Lovokomeio che, al pari dell’isola, andò incontro a un lento declino. L’impero ottomano, infatti, espulse dall’isola di Chios quasi tutti gli abitati che vi risiedevano, rendendo il posto quasi del tutto deserto.

Nel 1881, Chios venne ulteriormente devastata da un terremoto che provocò circa 8.000 vittime, la distruzione di molteplici abitazioni e inflisse danni considerevoli al lebbrosario di Lovokomeio.

Ristrutturazione e progressivo abbandono

Agli albori del XX secolo, la colonia di Lovokomeio venne restaurata e dotata di una lavanderia indipendente, di un impianto idraulico completo di fontane e di alcuni ristoranti. In questa fase, i malati ricominciarono a recarsi presso il complesso di edifici. Tuttavia, i progressi scientifici portarono i ricercatori a individuare il batterio che causava la lebbra e a sintetizzare un farmaco efficace per curare la patologia. Per questo motivo, molte colonie vennero chiuse, compresa quella di Lovokomeio che cessò la propria attività nel 1957.

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Il lebbrosario di Lovokomeio nel XXI secolo

Nel XXI secolo, i numerosi fabbricati che compongono il lebbrosario di Lovokomeio appaiono abbandonati e fatiscenti. Il sito si è trasformato in una sorta di attrazione turistica, molto popolare tra gli abitanti dell’isola. I visitatori che si recano presso la colonia possono ammirare, ancora oggi, letti arrugginiti, quaterni per bambini o vecchi medicinali dimenticati.