Luana D’Orazio muore in fabbrica, la titolare: “Mi occuperò di suo figlio”

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Luana Coppini insieme alla vittima, Luana D'Orazio (Fonte Facebook)
Luana Coppini insieme alla vittima, Luana D'Orazio (Fonte Facebook)

“Voglio far sapere che intendo esprimere il mio dolore attraverso l'impegno per la famiglia di Luana e il suo piccolo”. A dirlo con un post su Facebook è Luana Coppini, titolare dell'azienda di Prato in cui lavorava Luana D’Orazio, la 22enne morta il 3 maggio stritolata da un orditoio.

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La titolare, ora indagata insieme a Mario Cusimano, responsabile della manutenzione dei macchinari dell'impresa, ha espresso la sua volontà a sostenere la famiglia e il figlio di 5 anni della vittima: “Voglio tradurre in atti concreti da subito in ogni contesto e sede il mio impegno. Non mi sottrarrò ai miei doveri né al confronto nelle sedi appropriate anche per capire come possa essere avvenuto questo dramma”.

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Luana Coppini, prima di esprimere il proprio cordoglio per la morte della giovane, ha fatto sapere che tutta la sua famiglia lavora con i macchinari industriali che preparano l'ordito, la prima scrematura del tessuto: “Alle macchine lavoro anch'io, mio ​​figlio e mio marito”, ha fatto sapere l’indagata, che ha ribadito la sua vicinanza alla famiglia, “Non è quindi solo la solidarietà di un datore di lavoro, ma anche di una compagna di lavoro”.

In ditta c'erano due orditoi, ora sequestrati. Su quello dell’incidente i periti dovranno valutare se ha funzionato o meno una fotocellula di sicurezza, anche se le indagini si starebbero concentrando sulla rimozione di una saracinesca protettiva, che serve a prevenire gli infortuni. Tra i colleghi della ragazza nessuno ha udito nulla, hanno solo trovato Luana dentro il macchinario, morta. Altri elementi emergeranno dall'autopsia che è stata disposta per venerdì.

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