Luca Attanasio, l'ambasciatore che amava l'Africa

Veronique Viriglio
·2 minuto per la lettura

AGI. - "È una grande perdita per la sua famiglia - lascia la moglie e tre bambine piccole - per la Repubblica democratica del Congo, per l'Africa tutta e per l'Italia. L'ambasciatore Luca Attanasio era un giovane diplomatico molto impegnato a favore della pace e per promuovere una narrazione diversa sul continente, che non sia solo guerre e negatività". Lo dice all'Agi il giornalista omonimo Luca Attanasio, romano, esperto di Africa e migrazioni forzate, specializzato in Repubblica democratica del Congo, commentando la notizia dell'uccisione dell'ambasciatore italiano in un'imboscata al convoglio a bordo del quale viaggiava nell'Est del Paese dei Grandi Laghi.

Attanasio era spostato con Zakia Seddiki, presidente e fondatrice dell'ong 'Mama Sofia', attiva proprio in Repubblica democratica del Congo.

"L'ultimo suo messaggio Whatsapp è del 23 gennaio. Diceva che mi aspettava con simpatia e amicizia in Congo dove avrei dovuto andare tra marzo ed aprile per la parte conclusiva della mia inchiesta sul cobalto, nell'ex Katanga. Lui ci teneva a questo mio viaggio e mi stava organizzando una serie di interviste per diffondere una nuova narrazione. Mi diceva che potevo stare tranquillo in termini di sicurezza" riferisce ancora Attanasio.

Ad accomunarli il nome e il cognome ma anche la stessa passione, lo stesso interesse per l'Africa. "Ci conosciamo virtualmente da diverso tempo poiché ci occupiamo delle stesse cose, seppur in settori diversi. Ci hanno anche più volte scambiato" racconta il giornalista romano.

Proprio in una di quelle occasioni c'era stato uno scambio imbarazzante e complesso da gestire: era stato in occasione della pubblicazione di un articolo firmato da Attanasio, il giornalista, molto duro sul Congo, in particolare sull'operato del governo dell'allora presidente Joseph Kabila. "Il presidente congolese chiamò personalmente l'ambasciatore Attanasio per chiedere delucidazioni in merito a quell'articolo. Lui fece molta fatica a spiegare che non era lui l'autore del pezzo, ma un giornalista italiano con lo stesso nome e cognome" prosegue l'interlocutore.

Con l'ambasciatore, insediatosi a Kinshasa nel 2017, il giornalista romano aveva avuto diversi scambi virtuali, fino un incontro lo scorso ottobre a Roma. "Ci aveva invitato a pranzo, con un altro collega, durante un suo passaggio nella capitale pochi mesi fa. In quella occasione ho conosciuto anche la moglie e le figlie. Era giovane, competente e appassionato, davvero una grande perdita" conclude Attanasio.