"Luca aveva scoperto qualcosa di sbagliato. Anastasiya gli ha scavato la tomba"

HuffPost
Omicidio Luca Sacchi

Anastasiya ha “scavato la tomba” a Luca Sacchi e per questo deve pagare: ne è convinto Alfonso, il padre del giovane ucciso a Roma, che in un’intervista al Messaggero, rivela il suo punto di vista sulla vicenda, alla luce degli ultimi risvolti delle indagini. E’ convinto che “Luca avesse scoperto qualcosa di sbagliato” e che stesse cercando solo di aiutare la sua ragazza”: “Da dopo l’estate - dice - Nastia era cambiata moltissimo”. Ora si augura il massimo della pena per chi ha responsabilità materiali e morali per la morte del figlio. 

«È il minimo a cui posso ambire. Mio figlio non me lo ridarà nessuno. Se a loro, invece, danno dieci o vent’anni quando usciranno, avranno ancora il tempo per rifarsi una vita. Mio figlio invece no. Luca una vita non se la potrà rifare perché non c’è più. Non posso neanche trovare le parole per spiegare quanto sia devastante perdere un figlio. Tutti i giorni vivo con una pietra sulla bocca dello stomaco ora spero in una condanna giusta per provare ad alleggerire questo magone che, tuttavia, mi porterò dentro per il resto dei miei giorni».

Per Alfonso Sacchi, Nastia - la ragazza di cui la famiglia di fidava - ha responsabilità morali nell’intera vicenda: ”È stata lei a scavargli la tomba. Se Nastia non si fosse cacciata nei guai che sono poi emersi, quella sera non ci sarebbe mai stata”, afferma.


«Sì, io spero che possano contestarle qualcosa perché è anche lei che ce lo ha portato via. Se era una ragazza perbene, come credevamo, quella sera non sarebbe stata organizzata. Ci siamo fidati di Nastia e abbiamo perso nostro figlio. Penso che quella sera Luca sia andato lì per tirarla fuori da qualche altro casino in cui Nastia si era cacciata e credo anche che quel proiettile non fosse per lui, che se lo è preso per difendere questa ragazza che ha tradito tutti noi».

Secondo il padre di Luca Sacchi, i rapporti tra il figlio e Anastasiya si sono incrinati nel corso dell’estate in cui è...

Continua a leggere su HuffPost