De Luca chiede rinvio 20-30 giorni della scuola. Presidi contro Dad dei non vaccinati

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NAPLES, CAMPANIA, ITALY - 2021/10/11: Portrait of the  President of the Campania Region Vincenzo De Luca, wearing a protective mask during a press conference in Naples. (Photo by Salvatore Laporta/KONTROLAB/LightRocket via Getty Images) (Photo: KONTROLAB via Getty Images)
NAPLES, CAMPANIA, ITALY - 2021/10/11: Portrait of the President of the Campania Region Vincenzo De Luca, wearing a protective mask during a press conference in Naples. (Photo by Salvatore Laporta/KONTROLAB/LightRocket via Getty Images) (Photo: KONTROLAB via Getty Images)

“Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola. Prendere 20/30 giorni di respiro, consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta, e di sviluppare la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca”. Lo afferma il governatore campano Vincenzo de Luca. “Non sarebbe una misura ideale - dice - ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico”. Secondo De Luca, “l’ipotesi di tenere a casa i bambini non vaccinati” sarebbe “una misura tanto odiosa e discriminatoria, quanto ingestibile. Credo che si debbano prendere misure semplici ed equilibrate, con l’obiettivo di aprire le scuole in presenza quanto prima e per sempre”.

Sulla scuola “porteremo una proposta al Tavolo nazionale delle Regioni che modifica le regole rispetto alla durata delle quarantene e di chi dovrà farle, rispetto alla situazione vaccinale” ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia. “Sarà una decisione del Tavolo nazionale - ha aggiunto - su cui non posso dare anticipazioni, ma verrà presa da tutti. Soprattutto per le superiori le percentuali di vaccinazione sono molto alte, per cui riusciamo a gestire le presenze in maniera migliore”.

“La scuola è un tema delicato, vogliamo garantirla come abbiamo sempre fatto dal primo giorno della pandemia. E’ legata ai colori e agli automatismi che vengono previsti dal decreto del Governo. Quindi attendiamo dalla riunione del Consiglio dei ministri prevista per il 5 gennaio di avere indicazioni chiare su cosa deve essere fatto” dice invece il presidente del Piemonte, Alberto Cirio.

“Era stato annunciato che sarebbero stati organizzati hub per fare tamponi agli studenti in vista della riapertura delle scuole. Sarebbe questa la misura da attuare, la cosa migliore dopo le feste, ma a pochi giorni dalla riapertura non ne abbiamo contezza” dice all’ANSA il presidente dell’associazione presidi di Roma Mario Rusconi. “Noi come Anp siamo contrari a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perché sarebbe una discriminazione. Se la proposta è questa o rimandare gli ingressi vuol dire che la scuola farà le spese di una serie di mancanze. Di questo passo si rischia la distruzione del settore”.

Poco il tempo che manca alla ripartenza della scuola e diverse sono le decisioni ancora da prendere.

“Giù le mani dai bambini e dalla scuola. Se chiude la scuola chiude l’Italia. A nessuno venga in mente di imporre la Dad per i bambini non vaccinati in caso di contagi in classe” scrive su fb l’ex sindaca di Roma ed esponente del M5s Virginia Raggi, che parla di “discriminazione inaccettabile perché la scuola deve essere il luogo dell’inclusione. Impedire o solo rendere più difficile a qualcuno la possibilità di frequentare il luogo deputato all’istruzione è un regresso per la società, un passo indietro per tutti”.

“La scuola rappresenta un bacino di contagi - dichiara Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe a Radio Cusano Campus - È chiaro che non avendo lavorato sugli aspetti strutturali, possiamo modificare quanto vogliamo le modalità di screening e quarantena, ma con questa circolazione virale così alta bisogna fare delle valutazioni. Se decidiamo di tenere aperte le scuole bisognerà chiudere qualcos’altro”. Per il Cts, spiega invece l’epidemiologo Donato Greco, che ne va parte, “la scuola non rappresenta un rischio significativo”... “né serve lo screening con i tamponi perché è una misura precauzionale che non ferma l’epidemia. L’unica risposta vera è la vaccinazione”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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